Insieme possiamo farcela

Dopo il freddo intenso è arrivata la neve. Ho provato un brivido quando i primi fiocchi hanno cominciato a posarsi sulla strada e il pensiero è andato a quella schiera di “invisibili” che hanno scelto di vagabondare senza una meta, una casa, il calore di una famiglia. Un esercito di persone di ogni età, la metà o quasi torinesi, che siamo abituati a vedere sotto un portico, l’arcata di un ponte, a ridosso di una casa più protetta di altre dalle intemperie. Cartoni e qualche telo di plastica a far da tetto, una coperta stesa a terra, qualche borsone con abiti e poche masserizie. La gente li chiama barboni, qualcuno più chic preferisce clochard.

In realtà molti di loro sono stati letteralmente espulsi da questa società, abbandonati dalle famiglie, magari malati o alcolisti. Pochi sono arrivati su un marciapiede per scelta, accompagnati ad quell’allure di romantico abbandono che qualche scrittore ha cucito loro addosso. La maggior parte è in fuga. Dalla vita, dalla giustizia, dai debiti. O semplicemente da se stessi. Ebbene, verso costoro, scacciando dalla nostra mente il desiderio inconscio di non vedere per poter dimenticare subito queste immagini che fanno male al cuore, abbiamo il dovere di fare qualcosa. Come lo abbiamo fatto in passato quando CronacaQui ha lanciato la colletta per distribuire i sacchi a pelo, come abbiamo raccolto gli aiuti dei lettori per i terremotati o per le vittime dell’alluvione.

Servono sacchi a pelo, coperte pesanti, zaini, borsoni con le ruote, scarponi, biancheria da uomo, giacche a vento, maglioni invernali, guanti, calze pesanti, cappelli, lenzuola, federe, asciugamani, biancheria, sapone, lamette da barba, bagnoschiuma, cibi a lunga conservazione. La nostra Onlus Costruire! farà da collettore presso la redazione (via Principe Tommaso 30 a Torino) per poi distribuire i vostri aiuti alle tre associazioni che più sono impegnate sul territorio, vale a dire la San Vincenzo, la Bartolomeo&C e gli Asili Notturni. Si deve pensare a chi è per strada con temperature molto al di sotto dello zero e a chi cerca un riparo nelle strutture protette. Loro, quelli che chiamiamo “invisibili”, hanno bisogno di tutto. Intanto la nostra Onlus sta acquisendo in proprio sacchi a pelo, coperte e capi di abbigliamento. Una corsa che vede impegnati, come in passato, anche alcuni generosi inserzionisti del quotidiano. Se ci aiutate possiamo dare conforto a molti. E, magari, contribuire a salvare una vita. Insieme possiamo farcela! Grazie a tutti.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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