
Secondo i dati Istat, gli abitanti del Bel Paese preferiscono rimanere a casa. I weekend fuori porta o organizzati all'ultimo momento e i viaggi di lavoro sono in netto calo, con una flessione, per il 2010 del 12,4%.
I dati di questa indagine Istat sono stati pubblicati in occasione dell'inaugurazione della BIT, Borsa Internazionale del Turismo, l'esposizione dell'offerta turistica che si svolge a Milano tra il 17 e il 20 febbraio. A diminuire nettamente rispetto all'anno precedente, sono i pernottamenti per più di 4 notti che sono calati del 7,8%: gli italiani tendono a ridurre le vacanze brevi sia di piacere, del 18,7%, sia quelle per motivi di lavoro, del 29%.
L'"immobilismo" colpisce soprattutto le regioni del centro Italia. Nel 2009, infatti, quasi un abitante su 3, cioè il 32%, di Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise si concedeva almeno una vacanza, se pur breve, nel corso di un trimestre. Il 2010 invece presenta una percentuale pari al 30,4%, una diminuzione imponente.
Per quanto riguarda i viaggi di lunga durata, invece, la situazione è stabile, sia all'interno dell'Italia, sia all'estero. Al primo posto, secondo quanto rivela lo studio, tra i luoghi di villeggiatura preferiti dagli italiani regnano le regioni del Sud, che nel periodo tra luglio e settembre mantengono invariati i loro indici. Prima in classifica la Calabria, seguita dalla Puglia, dalla Sicilia e dalla Sardegna. Le regioni del centro Nord per i turisti sono invece l'Emilia Romagna, la Toscana e il Trentino Alto-Adige. Mentre le mete europee più in voga del 2010 sono state la Spagna, che toglie il primato alla Francia, a seguire il Regno Unito, la Croazia e la Germania.