
«È un furto, è evidente» e «quando succedono queste cose è evidente che sei stato fregato, che siamo stati ingannati». Lo dice Francesco Rutelli a "Otto e mezzo" sul caso Lusi. Il leader di Api ribadisce che aveva piena fiducia del suo tesoriere e l'aveva anche nel momento in cui guardava i bilanci della Margherita. «Le discussioni più ripetute con Lusi le ho avute quando lui si rifiutava di pagare un pony per una consegna o litigavo con deputati cui lui negava il rimborso dell'albergo. Era un rompiscatole», dice Rutelli. E, aggiunge, quando «mi si dice "come hai fatto a non vedere?" Il fatto è che c'è una cultura in cui il capo del partito è anche quello che ha la cassa, mentre la mia è una cultura fatta di passione e così, quando hai instaurato quattro livelli di controllo e succedono queste cose, ti senti fregato». Quattro livelli: i revisori dei conti, il comitato di tesoreria, l'assemblea federale, e il controllo finale della Camera: «Tutti sono stati elusi». Solo «il quinto controllo», quello della magistratura, ha centrato «il bersaglio». Intanto la procura di Roma ha avviato un nuovo filone di indagine sulla vicenda Lusi per verificare se ci siano state altre appropriazioni illecite di fondi. Per questo motivo gli investigatori passeranno al setaccio i documenti contabili del partito. Il procura tore aggiunto Alberto Caperna ed il sostituto Stefano Pesci vogliono vederci chiaro ed accertare se la «prassi» di prelevare danaro dai fondi ricevuti dalla Margherita sotto forma di rimborsi elettorali nel periodo 2008-2011 sia sta to un fatto circoscritto. Soprattutto per capire se altri esponenti della Margherita erano a conoscenza della spregiudicata gestione dei fondi da parte del tesoriere Luigi Lusi. Finora è l'unico iscritto nel registro degli indagati.