Alla sbarra per truffa

CONTROLLI SUGLI SCONTRINI. Rimborsopoli in Provincia di Torino, il pm chiede un anno e 8 mesi per “l’impiegato infedele”

Funzionario accusato di essersi impadronito delle risorse di rappresentanza dell'allora presidente del consiglio

TOGA AVVOCATO AULA TRIBUNALE

Un anno e otto mesi di carcere è la condanna chiesta dal pm Enrica Gabetta per un funzionario della ex Provincia di Torino processato per un caso Rimborsopoli: l’uomo si sarebbe impadronito di circa 5.300 euro del fondo delle spese di rappresentanza dell’allora presidente del consiglio provinciale, Sergio Bissacca. L’accusa è truffa. Fu lo stesso Bissacca, dopo avere svolto dei controlli sugli scontrini, a presentare la denuncia. Ora si è costituito parte civile insieme alla Città Metropolitana. “L’imputato – ha detto il pm – è un impiegato infedele che ha approfittato del suo ruolo per impossessarsi di denaro pubblico. Andrebbe sanzionato anche stessimo parlando solo di cinque o dieci euro. Con una pena adeguata”.

LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO DELLA PARTE CIVILE
L’avvocato Stefano Rissio, patrono di parte civile per Bissacca, ha chiesto il diritto a un risarcimento e una provvisionale di tremila euro. Per la Città Metropolitana, rappresentata in aula dall’avvocato Marcello Ronfani, la richiesta di provvisionale è stata di seimila euro. L’imputato ha sempre respinto ogni accusa. Nel procedimento disciplinare è stato scagionato. Il pm Gabetta, a questo proposito, ha fatto presente che l’autorità amministrativa non disponeva dei tabulati telefonici e nemmeno dei risultati degli accertamenti patrimoniali. Il magistrato ha sottolineato che “per due scontrini possiamo essere assolutamente certi della sua responsabilità”. Si tratta di spese in un ristorante e una pizzeria (per un totale di 68 euro) pagate con la carta di credito del funzionario: “Un indizio grave che pesa su tutto il resto”. La sentenza è prevista nelle prossime settimane.

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