
In Italia operano tre distinte forze di sicurezza, vale a dire Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. L'una non c'entra con l'altra, si muovono autonomamente ma grosso modo svolgono gli stessi compiti, fatta eccezione per le Fiamme Gialle che fra le altre competenze hanno pure quella, più specialistica, relativa ai reati fiscali.
L'apparato complessivo, contando compagnie, stazioni, commissariati e caserme dislocati sul territorio, è, oltreché molto costoso, vastissimo e come tale raggiunge una capillarità non da poco. E' così più o meno in ogni città, compresa Milano. Ma, restando nel capoluogo lombardo, nonostante l'iper struttura territoriale delle forze di polizia, negli ultimi tre episodi più eclatanti in cui la malavita ha alzato il gomito non sono mai stati coinvolti uomini dell'Arma, né agenti della Questura, né militari delle Fiamme Gialle, ma vigili urbani, che, come sostiene giustamente la giunta Pisapia, non hanno competenze generali sulle materie di ordine e sicurezza pubblica, che restano invece di potestà esclusiva dello Stato (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza).
Prima il nomade che travolge e uccide un ghisa, poi la sparatoria fra i ladri di corni di rinoceronti e altri ghisa ancora. E poi, per ultimo in ordine di tempo, un agente di polizia che fa fuoco e ammazza un cileno in fuga. In tutti e tre i casi a morire, a sparare e a difendere il territorio e i cittadini, guarda caso c'erano sempre loro, i vecchi vigili urbani. E' ovvio che c'è qualcosa che non funziona nell'organizzazione della sicurezza se a rimetterci sono coloro che, a rigor di legge, non ne hanno competenza. Ma di questo, in Italia, non si può parlare, come non si può parlare dell'inutilità e dei costi elevatissimi di tre forze di polizia che, alla fine della fiera, finiscono per svolgere tutte quante gli stessi compiti, e a giudicare dal livello di criminalità a Milano, pure senza profitto. Ma invece di pensare a una seria riforma di Carabinieri, Polizia e Gdf, e magari all'ottimizzazione delle risorse riunendole sotto un unico tetto, la politica, specie sotto la Madonnina, continua a discutere sulle competenze mentre gli agenti municipali vengono trattati come delinquenti per aver coperto una lacuna lasciata non da loro ma, se vogliamo dirla tutta, dalle tre forze di polizia. Perché a controllare il nomade col Suv c'era un vigile, e pure a rincorrere i ladri di corni e i cileni in fuga. Una volta per tutte, e per il bene dei cittadini, lo Stato dovrebbe tirare una riga sulle tradizioni e guardare avanti nell'ottica di ammodernamento di chi si occupa della sicurezza dei cittadini. I Carabinieri sono nati sì a fine '800 ma nonostante siano passati 126 anni conservano divise e ammennicoli vari dell'Italia pre-garibaldina, non ultima quella fastidiosa e inutile bandoliera portata a tracolla che a tutto serve tranne che ad agevolare i movimenti, specie durante i servizi più movimentati.
Il mondo è cambiato, la criminalità pure, e persino le esigenze di protezione. Le forze di polizia, invece, sono rimaste, non per colpa loro ma di chi le governa, impantanate nelle proprie contraddizioni e tradizioni. E dire che persino la criminalità si è evoluta.
andrea.miola@cronacaqui.ittwitter: @Andrea_Miola