Sdraiata su un giaciglio, sopra di lei una coperta logora. Le labbra viola, livide, la pelle avvizzita dal freddo, sul corpo segni di vecchie ferite. E' stato trovato così, ieri nel primo pomeriggio, il cadavere di una senzatetto ucraina di 62 anni, che da tempo aveva trovato riparo insieme al compagno in una baracca sistemata in un giardino pubblico ancora innevato, tra via privata dei Crollalanza e via Argelati, vicino alla fermata della metropolitana Romolo.
Cosa sia sia stato a ucciderla, se il freddo glaciale di questi giorni, cause naturali, o un atto di violenza, ancora non si sa. La sua morte è un giallo. Che sarà chiarito probabilmente soltanto dall'esame autoptico, disposto dal pubblico ministero, che sarà eseguito nelle prossime ore.
IL RITROVAMENTO
A dare l'allarme ieri nel primo pomeriggio è stato un residente della zona. La senzatetto si era sistemata in quel rifugio di fortuna da alcuni mesi, insieme al compagno, un moldavo di 56 anni. Sarebbe stato lo stesso uomo a chiedere al residente di provare a chiamare con il suo cellulare il 118, perché la donna non stava bene.
Ma all'arrivo dell'a mbulanza, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Immediatamente è intervenuta anche la polizia, per effettuare i rilievi del caso. Ad un primo esame da parte del medico legale, sul corpo della 62enne non sono stati trovati segni che possano far pensare a un omicidio. A parte alcune ferite sulle braccia e sulle gambe, che però non sarebbero recenti.
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