Nel mondo della bici il 12% assume “droghe”. La maggior parte le acquista su Internet

500mila positivi ai test, ma la vera emergenza è nei settori amatoriali

MILANO 12/03/2009 - Un fenomeno allarmante, una piaga difficile da guarire, un’emergenza che riguarda oltre mezzo milione di perso­ne in Italia e che muove un giro d’affari di circa 600 milio­ni di euro. Perché nella ragna­tela delle sostanze dopanti so­no rimasti intrappolati ben «il 4% delle persone che pratica­no sport a livello amatoriale» ha confermato Roberta Pacifi­ci, membro della commissio­ne per la vigilanza e il control­lo sul doping del ministero del Welfare. E la percentuale è andata au­mentando nell’arco di pochi anni, ed è passata dal 2,5% al 4% di oggi. Ma i dati più allarmanti arri­vano dal mondo delle due ruote, perché «il 12% di cicli­sti amatoriali è risulato positi­vo ai test sul doping» ha ag­giunto l’esperta. «Anche se ­ha continuato - il ciclismo è tenuto sotto un’osservazione più costante ed è oggetto di controlli più attenti».

SPORT DROGATO
Ma a preoccupare medici e specialisti sono le conseguen­ze che le sostanze dopanti hanno sul fisico di chi le assu­me. «Il fenomeno è diffusissimo ­ha infatti spiegato il capitano dei Nas milanesi Paolo Belgi ­e queste sostanze danno pro­blemi cardiaci, al sistema scheletrico, renale, nervoso centrale e così via. Inoltre l’as ­sunzione di un ormone blocca la produzione naturale crean­do così una sorta di dipenden­za ». Negli adolescenti poi gli steroidi anabolizzanti, utiliz­zati per aumentare la massa muscolare e la forza, possono portare addirittura al blocco della crescita. Mentre negli uomini compromettono la fer­tilità.
Ad utilizzare i “kit dopanti” sono soprattutto gli sportivi amatoriali, meno controllati rispetto agli atleti professioni­sti, che spesso acquistano online e utilizzano i farmaci attraverso il passaparola. « Particolarmente pericolosa per la salute - ha spiegato Paci­fici - è poi la combinazione di più sostanze», ma tra gli spor­tivi “ della domenica” q ue­st’abitudine non è così rara.

[f.m.] [CONTINUA...]


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