Ogni giorno più di 100 segnalazioni. Per far fronte ai debiti, finiscono nelle mani degli strozzini

Allarme usura: Commercianti strozzati dal racket

MILANO 04/04/2008 - Prima sono arrivate le minacce. Velate, sottili, pronunciate a mezze parole. Poi le richieste di soldi, sempre più pressanti, sempre più alte. Solo alla fine sono arrivati i fatti. Un boato, vetri infranti e fiamme. Il negozio distrutto.
Pensava fosse uno scherzo Roberto D., 47 anni, titolare di un calzaturificio a pochi passi dal centro, quando un pomeriggio di marzo si è visto arrivare in negozio “lo scagnozzo” in giacca e cravatta. I patti erano chiari: soldi in cambio della tranquillità.

GRIDO D'ALLARME
La storia di Roberto D., che ora vive in attesa di vedere condannato il suo estorsore, è solo una delle tante che ogni giorno arrivano alle associazioni anti racket. Ogni mese ci sono almeno 400 vittime.
Quattromila e ottocento in un anno. Un reato che è cresciuto almeno del 5% rispetto al 2006. Lo confermano le associazioni Sos Racket e Usura presieduta da Frediano Manzi e da “Sos Italia Libera”, capeggiata da Paolo Bonacedi. Due delle associazioni più attive a Milano nella guerra al racket e all’usura.

LE VITTIME
Il settore più colpito dagli aguzzini è quello dell’edilizia. I taglieggiatori usano un piano molto ben collaudato: collaborano con un imprenditore per un certo periodo di tempo, e da lui prendono in subappalto alcuni piccoli lavori che però non finiranno mai. Ma pretendono ugualmente di essere pagati a cifre altissime. A volte “ricattano” gli imprenditori su tasti dolenti, come il lavoro in nero o la mancata regolarizzazione dei contratti.

La prima ritorsione è l’occupazione del cantiere e il blocco delle attività. Quindi passano alla richiesta di denaro contante. Ma sono anche i commercianti più tradizionali, i negozianti, a diventare vittime del racket. Sono terrorizzati dall’aggressività degli “scagnozzi”, spesso affiliati alla ’Ndrangheta. Ecco perché non denunciano soprusi intollerabili e anacronistici.

GLI STROZZINI
Il racket, poi, va a braccetto con l’usura. Perchè le vittime, ricattate e taglieggiate, afflitte da problemi economici, finiscono per chiedere soldi agli strozzini per poter continuare la loro attività. I dati sull’usura, a Milano, sfiorano cifre da capogiro: ogni anno cadono nella rete quasi 20mila cittadini.

E cambia la figura dello strozzino: oggi è l’uomo della porta accanto. L’impiegato, il funzionario, il commerciante, il piccolo imprenditore che dalla sua attività pulita parte per diventare un “cravattaro”. Si inizia a tassi un po´ più robusti delle banche, poi il gioco al rialzo non conosce limiti.

E il nome dello strozzino inizia a girare nel mondo sommerso dei mezzi falliti, dei negozianti senza clienti, degli imprenditori senza cervello, nel popolo disperato degli assegni a vuoto. [CONTINUA...] Scritto da: Arianna Giunti - arianna.giunti@cronacaqui.it


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