Delitto di Alpignano - La confessione dopo due ore di interrogatorio

Ammazza il marito in strada "Picchiava me e i miei tre figli"

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ALPIGNANO 17/05/2008 - I carabinieri hanno contato sei bossoli sul marciapiede, alla fine, tra il sangue e qualche monetina sparsa. Sono quelli esplosi da Philomene Cambarau, 49 anni, di origine francese, contro il marito Vito Paladino, noto imprenditore edile di 51 anni. Un solo proiettile a segno: alla testa. Niente da fare per l’uomo. Poi, la follia, lei che si muove in stato confusionale, viene raggiunta dai carabinieri, crolla a terra. Infine, la confessione in caserma.

È la cronaca di una mattina di lucida follia quella di ieri ad Alpignano. Philomene e Vito sono separati da tempo: una divorzio burrascoso, segnato in passato anche da una denuncia per lesioni sporta dalla donna. Ieri mattina alle 11 avevano un appuntamento, davanti all’ufficio dell’azienda di lui, la “Edil Pala” in via Valdellatorre 32. Con loro c’è anche uno dei tre figli, ma Philomene ha già nella borsa la pistola, un’arma detenuta irregolarmente.

A raccontare tutto è la stessa Philomene, in Procura. «Avevo portato la pistola perché avevo paura. Era di Vito, l’ho presa in cantina perché avevo paura che mi uccidesse» ha detto davanti al sostituto procuratore Vincenzo Pacileo, assistita dagli avvocati Gian Paolo Zancan e Valentino Schierano. L’incontro di ieri mattina era per la consegna di un documento necessario alla causa di divorzio. Vito Paladino vuole dalla ex moglie «carta bianca su tutte le proprietà».


(Philomene Cambarau, 49 anni, l'assassina)

Tra i beni c’è anche la splendida villa di via Collegno 46, dove un tempo la coppia e i tre figli Carmine, 27 anni e attuale consigliere comunale nelle file del Pse, Angela, titolare di un negozio di acconciature in via Mazzini angolo via Torino, e Salvatore vivevano apparentemente felici. «Ma lui mi tradiva e mi picchiava, non ce la facevo più», ha raccontato la donna agli inquirenti. Alla richiesta del marito sulle proprietà la signora ha replicato chiedendo garanzie per i figli: «Non puoi lasciarsi in mezzo alla strada, pensa ai tuoi figli». E qui è scoppiato il putiferio. «Lui mi ha detto “Non me ne frega niente, potete crepare tu e i tuoi figli!” e non ho capito niente» racconta Philomene ai carabinieri e al magistrato. A quel punto tira fuori la pistola, fa fuoco, vuota il caricatore.


(Vito Paladino, 51 anni, la vittima)

Tutto il resto è confusione: la donna tenta la fuga, perde le scarpe lì a poca distanza dal corpo e dal sangue del marito. Quando i carabinieri la raggiungono, cade a terra sconvolta. Viene portata in ospedale a Rivoli. Verrà dimessa un paio d’ore dopo e portata in caserma e da qui in
Procura.


(L'assassina ha avuto un malore)

Tra i primi a giungere sul luogo del delitto, una zia di Philomene. Vede la pistola, la prende e la porta via, la nasconde in un vaso di fiori al cimitero. «Volevo aiutarla, è lei la vera vittima di tutto» dirà ai carabinieri. È stata denunciata per favoreggiamento.


(Il dolore del figlio della vittima)

Cronisti e fotografi documentano lo strazio dei figli. Carmine, in lacrime, appoggiato a un’automobile stretto nell’abbraccio dei famigliari. Inutile cercare di ottenere un commento, un racconto di quella che era la difficile situazione famigliare: i tre figli si sottraggono con decisione ai taccuini. Ancora ieri sera era inutile tentare di contattarli: il telefono squillava a vuoto.

Davide Petrizzelli [CONTINUA...]


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Commenti
luna1966 17/05/2008, 16:49
Nessuno ha il diritto di uccidere, ma chi conosceva vittorio può solo dire sua moglie doveva farlo prima.
Mi spiace che lui passi x brava persona era cattivo senza scrupoli non è vero che era amato avevano solo paura di lui.
donna902008 19/05/2008, 15:42
Conoscevo benissimo vittorio e sua moglie e in tutta onestà posso dire che ora, anche se lei è in galera, è sicuramenta libera. la vittima è Lei perchè ha iniziato a prendere botte appena incinta del 1° figlio e ha sopportato per trent'anni. la cosa che più fa tristezza è il sapere che la morte di vittorio ha portato un gran sospiro di sollievo in tantissime persone che lui maltrattava (e il loro numero è enorme). incuteva terrore e ne era compiaciuto. forse era convinto di essere DIO; MA DIO è BUONO, LUI NO.....