Da questa sera l’Osservatorio in “conclave” per trovare un accordo

Berlusconi: «Per realizzare il Tav
siamo pronti a usare l’esercito»

SUSA 26/06/2008 - «Non si può consentire a una minoranza organizzata di non rispettare la legalità. Noi dobbiamo recuperare l’autorità dello Stato e per farlo dobbiamo usare la forza, ed è per questo che il problema dei rifiuti a Napoli così come quello della Tav e del Frejus va risolto usando la forza dello Stato. Le decisioni su questi problemi non possono essere contrastate da minoranze organizzate a qualunque ambiente appartengano. Lo Stato con lil suo Esercito impedirà che questo avvenga e garantirà la legalita». Silvio Berlusconi ieri, durante l’assemblea di Confesercenti, è tornato a parlare della Torino-Lione e il messaggio spedito ai No Tav è forte e chiaro: l’opera si farà e, se dovesse essere il caso, sarà l’esercito a garantire l’inizio dei lavori.

Una presa di posizione dura, che giunge proprio mentre a Torino l’Osservatorio sta arrivando alla conclusione delle proprie fatiche: «Sento tutto il peso del compito che ci è stato dato - ha ammesso ieri il presidente Mario Virano - perché se l’esito del nostro lavoro fosse positivo diventeremmo un esempio a livello nazionale ma in caso contrario rischiamo di vanificare gli sforzi di 18 mesi».

Questa sera tutti i componenti dell’Osservatorio partiranno per Pracatinat dove si riuniranno in “conclave” per 3 o 4 giorni. Una serie di incontri a porte chiusissime al termine del quale dovrebbe uscire non il nome del Papa ma delle indicazioni condivise da tutti - compresi i valsusini - sul percorso della Torino-Lione. Un compito difficile, anche perché restano fortissime differenze di vedute sulla tempistica: da un lato i valsusini non vogliono sentir parlare di cantieri per il tunnel di base prima del 2030, dall’altro si vuole cominciare a scavare subito. Nel tentativo di trovare un accordo il commissario ha imposto anche un black-out delle comunicazioni: «Fino a sabato mattina nessuno dei tecnici ha il permesso di comunicare con l’esterno. Sarò io a telefonare ai sindaci per spiegare a che punto siamo ed eventualmente convocarli per un incontro urgente». Insomma, per sapere qualcosa bisognerà attendere sabato sera o, nel peggiore dei casi, la giornata di domenica.

Ieri, intanto, si è tenuta l’ultima riunione torinese dell’Osservatorio, al quale è stato consegnato il piano delle opere di accompagnamento condiviso da tutti gli enti interessati. All’incontro era presente anche l’amministratore delegato di Rfi, Michele Mario Elia, che ha rassicurato il commissario su alcuni punti ritenuti fondamentali. «In Val di Susa - ha spiegato Elia - non ci sarà un nuovo corridoio perché i binari correranno interrati sotto la linea storica, che in pratica diventerà una sorta di metropolitana di valle. Il collegamento con Orbassano può essere garantito da due differenti soluzioni, una che prevede il passaggio sotto la collina morenica e una dal bivio Pronda, mentre la realizzazione di corso Marche farà parte integrante del progetto». Quest’ultimo punto, in parole povere, significa che il miliardo di euro necessario per realizzare l’intervento sarà a carico del Governo e non degli enti locali. Sarà anche creato un gruppo di lavoro tra Ativa e Rfi per studiare la fattibilità della soluzione che, nella gronda nord, prevede il passaggio dei binari tra le due carreggiate della tangenziale.

Insomma, a parte la tempistica, a Torino ci si prepara ad accogliere quasi completamente le richieste della Valle, sia per le opere di accompagnamento che per il percorso dei binari, ma da Roma giunge un messaggio neanche tanto criptato: «Vi abbiamo dato tutto quello che volevate, ora fateci scavare o si tornerà all’uso della forza». La prima risposta all’ultimatum di Berlusconi arriverà già sabato mattina, quando Virano telefonerà ai sindaci. Scritto da: Claudio Neve - neve@cronacaqui.it


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