Funerali di Stato
09/02/2010 - Come sempre accade in Italia, gli eroi vengono riconosciuti tali soltanto durante il loro funerale, quando i nemici che hanno combattuto a viso aperto sonoriusciti a mandarli al Creatore. Una cosa del genere toccò a Giovanni Falcone, il magistrato che combattè la mafia con la costante opposizione delle istituzioni, le stesse che ora, dopo il suo tragico omicidio per mano di Cosa Nostra, ne fanno un eroe un giorno sì e l’altro pure. Se Frediano Manzi facesse la stessa fine, non ci sarebbe nulla di cui stupirsi. Per tredici anni, invece di vendere solo fiori ha fatto la guerra alla mafia e agli usurai fondando l’associazione, ormai notissima, “ Sos Racket e usura”. E per tredici anni, ha denunciato con tanto di prove soprusi e angherie in ogni parte d’Italia, fino alle recenti inchieste sui clan che, a Milano, gestiscono la spartizione delle case popolari agli abusivi. Per merito suo, e di nessun altro, la Procura ha aperto un’indagine tuttora in corso e fatto arrestare due boss presi con le mani nel sacco. Senza la sua esposizione, il fenomeno del racket delle case popolari, tanto per fare un esempio, sarebbe rimasto nascosto tra gli anfratti dei quartieri periferici dai quali le istituzioni si tengono a debita distanza, perché tanto, da quanto si apprende, i casermoni pubblici della città sono soltanto un peso. Ebbene, Manzi per aver svolto un lavoro non suo, sostituendosi alle suddette istituzioni, ha reso sì un servizio eroico alla città ma ha pure dovuto subire attentati e intimidazioni da parte dei nemici che ha scelto di combattere. Fin qui tutto normale. Lo è meno però quando le istituzioni hanno ridimensionato pubblicamente la sua opera di denuncia avvolgendo l’associazione anti racket con un velo di scetticismo, come se il cattivo della situazione fosse lui e non i mafiosi che combatteva. Roba da matti. C’è da capire il suo sfogo dell’altro giorno, quando ha dichiarato di voler porre fine alle sue battaglie a causa dell’isolamento cui lui e la sua associazione sono stati condannati dalle istituzioni che intendeva aiutare. E, inspiegabilmente, il “ cattivo” Frediano Manzi non ha ricevuto nemmeno una parola di solidarietà da parte della Moratti. Con buona pace dei clan mafiosi che, di sicuro, avranno stappato la bottiglia di champagne per festeggiare: se lo sono tolti di torno senza neppure ammazzarlo.
andrea.
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