Il sindaco va con i piedi di piombo, l’opposizione insorge
I centri sociali vanno sgomberati
Loro minacciano: Torino brucerà
TORINO 17/11/2009 - Un timido passo avanti verso gli sgomberi di centri sociali e case occupate, in attesa di tempi migliori per passare dalle parole ai fatti e di un progetto condiviso «per la restituzione alla città degli stabili illegalmente occupati ». Il vertice convocato ieri mattina in prefettura, alla presenza anche dei capigruppo del consiglio comunale, ha scelto ancora una volta la linea della prudenza, indirizzata alla stesura di un documento unitario sugli sgomberi e sul successivo riutilizzo degli immobili. «Mi pare confermata appieno la linea del comitato per l’ordine e la sicurezza ha spiegato il sindaco, Sergio Chiamparino, al termine dell’incontro -, ossia quella di procedere ad una restituzione alla città degli edifici illegalmente occupati, con la gradualità resa necessaria dal contesto in cui ci si muove. Cercheremo di tradurre il tutto in un documento di indirizzo. L’obiettivo è chiaro, i tempi e le modalità dovranno tenere conto delle forze in campo e del contesto ambientale».
La questione, dunque, passa nelle mani del presidente del Consiglio Comunale, Beppe Castronovo, e del suo vice, Michele Coppola, anche allo scopo di una mediazione tra le parti che, però, tarda ad arrivare. «Cercheremo di ottenere i voti favorevoli in quindici giorni» ha chiosato Coppola, annunciando già nel pomeriggio di ieri una riunione preliminare allo studio del documento.
Immediate e discordanti le reazioni. «Una vittoria della Lega Nord» secondo Mario Carossa, capogruppo del Carroccio, e il consigliere Antonello Angeleri. «Se entro la fine del mese si potrà votare in aula una mozione per lo sgombero definitivo, lo si deve proprio alla nostra iniziativa » . « Ribadiamo - hanno aggiunto Cantore e Piovano, FiPdl - l’importanza che il Consiglio Comunale approvi un documento per impegnare il sindaco e la giunta a mettere in atto tutte le pratiche necessarie per lo sgombero definitivo di tutti i centri sociali». Dura, invece, la replica di Agostino Ghiglia, capogruppo del Pdl. «La nostra linea non cambia, non sono sicuro che a fronte di un eccesso di prudenza queste persone smetteranno con le loro azioni, anzi si sentiranno ancora più forti e impuniti».
Per Ghiglia nessuna linea morbida. «Stiamo parlando, in alcuni casi, di soggetti con precedenti penali a cui un passaggio nelle patrie galere non farebbe male. Non c’è una terza via rispetto a quella del rigore, dello sgombero, della tolleranza zero dei fenomeni di illegalità » . Atteggiamento invocato da Monica Cerutti, capogruppo di Sinistra e libertà. « L’articolata illustrazione da parte del prefetto della galassia dei centri sociali ha dato conto, suo malgrado, della loro eterogeneità. Lo stesso prefetto ha evocato come reazione il possibile compattamento di forze che potrebbero farsi promotrici di disordini. Abbiamo richiesto che si lavori contemporaneamente a progetti sugli edifici occupati, che li possano restituire alla legalità, anche coinvolgendo gli occupanti se disponibili a collaborare con le istituzioni, arrivando anche a definire delle convenzioni».
In linea con il sindaco, il consigliere regionale del Pd, Mariano Rabino. «La posizione di Sergio Chiamparino sulla questione dei centri sociali occupati è pienamente condivisibile. Bisogna agire con fermezza e, al tempo stesso, con senso di responsabilità ».
Deliranti minacce di morte sul web
Il tempo di ritirarsi da piazza Palazzo di Città, con il solito presidio del lunedì mattina sotto le finestre del Comune, e gli anarchici torinesi rispondono sul web alla minaccia di una chiusura di case occupate e centri sociali. Se il volantino distribuito dai manifestanti, dopo il vertice in prefettura, dava per ormai certo e prossimo lo sgombero dell’asilo occupato di via Alessandria, su Indymedia Piemonte fioccano le minacce. Anche quelle di morte.
Il portale web dell’antagonismo, riprende nel tardo pomeriggio la notizia da un sito anarchico torinese. «Hanno deciso» scrivono. «Vogliono sgomberare tutti i posti occupati torinesi. Lo faranno con gradualità. Lo hanno deciso questa mattina in prefettura dove le istituzioni si son riunite in quello che chiama Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza» continua il comunicato, chiudendo con una minaccia tutt’altro che velata. «Ma le tensioni in città ci saranno! State agitati! Voi ed il Vostro Comitato per la sicurezza!».
Poi le reazioni, i commenti. Se “Veggente”, il primo utente a prendere la parola nel forum di discussione, prevede incidenti, a “Pericolo di morte” basta ripetere il proprio soprannome. Per “Sole” «a piazzale Loreto c’è ancora posto» scrive facendo riferimento ad Agostino Ghiglia. «È lui, l’uomo politico che sta istigando i politici a far tabula rasa dei posti occupati torinesi - continua -. È lui uno di quelli che festeggiò per la morte di Edo e Sole». Segue un messaggio a Chiamparino. «Stai molto agitato - scrive “Dal tetto” -. Ciao “Caro” ci si becca». E alla città intera. «Se non ci saranno più i posti occupati non ci sarà più Torino». C’è anche chi solidarizza con Askatasuna. «Toccate Aska e creiamo il panico, quello vero. Ci dovete ammazzare per levarci di mezzo, maledetti!».
Un “Sognatore” aggiunge il testo di una ballata. «Torino che brucia. Le strade bloccate. Le banche bruciate. I supermercati presi d’assalto, svuotati senza pagare. Perché è tutto Bella Vita. La polizia che corre, corre, corre ma non ci prende. Non molliamo la guardia. Resistiamo agli sgomberi».
Enrico Romanetto