Il noto fotografo dipende l'operato artistico di Graziano Cecchini
Il commento di Oliviero Toscani:
"Mi piace il suo modus operandi,
l’arte deve essere sovversiva"
MILANO 16/01/2008 - Anche Oliviero Toscani difende l’operato artistico di Graziano Cecchini condannando l’arresto. «Quella giustizia lì non valuta l’arte, o meglio il valore dell’arte non è valutato dalla giustizia. Eppure l’arte ha bisogno anche di azioni sovversive che vanno a cozzare con la giustizia ordinaria».
Di sicuro Toscani preferisce il “modus operandi” di Cecchini rispetto a quella che molti definiscono arte moderna: «Sicuramente quella di Roma è una forma d’arte, molto di più delle forme d’arte dei collezionisti di Palazzo Grassi, riservate ai ricchi. Io ho bisogno di cose sorprendenti come quelle che fa Cecchini, che fa organizzare atti artistici quando meno te lo aspetti. L’arte deve sorprendere, deve essere sovversiva, l’arte deve mettere discussione vecchi stereotipi».
Il fotografo è d’accordo con Sgarbi anche per un’eventuale candidatura di Cecchini all’Ambrogino d’Oro: «Buona idea. Ma purtroppo in Italia viviamo le dimensioni artistiche del passato, non c’è più il coraggio dell’essere artisti. Essere artisti è un modo di vivere. E lui è uno che vive da artista». Ma chi è Cecchini? «Il nuovo Pasquino che con l’arte mette alla gogna la politica».
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