Falso medico smascherato dalla Guardia di Finanza. I pazienti adescati erano soprattutto anziani

Il “mago Virgilio” curava i tumori con erbe e pozioni

TORINO 19/07/2008 - Non amava la pubblicità, ma il suo libro “La Luce di Orione” era recensito anche su Internet, dai siti specializzati in attività spirituali. Virgilio M., 50 anni, cercava di curare i suoi pazienti da malattie vere e proprie, disturbi del sonno, depressioni, difficoltà motorie, ma anche tumori, con la fitoterapia e con infusi di erbe. Peccato che i suoi metodi consistevano semplicemente nel far dipingere le pareti di casa delle ignare vittime di colori assurdi e convincerle a mettere fuori dalle finestre bicchieri riempiti d’acqua. «Se l’acqua diventa verde dopo una settimana – diceva loro – gli influssi negativi delle malattie svaniranno». Certo, l’acqua diventava verde. Per via delle alghe che si formavano nel liquido lasciato ad imputridire all’aperto.

Il “santone” è stato però smascherato nei giorni scorsi dai finanzieri del Nucleo Operativo Pronto Impiego, agli ordini del capitano Francesco Spirito, che lo hanno denunciato per esercizio abusivo della professione medica. Senza alcun tipo di diploma o laurea e senza licenza, Virgilio M., per anni, ha continuato a ricevere pazienti nel suo studio e a convincerli a curarsi con i metodi più strani. Dai 50 ai 100 euro il costo di ogni prestazione, ovviamente in barba al fisco. Dopo alcuni accertamenti, le Fiamme gialle si sono presentate nel suo appartamento al piano terra di una zona residenziale del quartiere Lucento che Virgilio M. utilizzava anche come studio per gli appuntamenti. I finanzieri hanno sequestrato decine di schede chiamate “bio-energizzanti” intestate ai clienti, anche malati di vere e proprie patologie, macchinari e “pietre curative”.

Sconcertanti i risultati degli accertamenti degli investigatori. In un caso una donna, che assumeva Tavor perché affetta da disturbi del sonno, era stata convinta a dipingere le pareti del suo alloggio di colore verde e lilla e di coordinare le lenzuola con il colore delle pareti. Facendole smettere di prendere il medicinale. Soltanto quando dopo settimane la donna ha ricominciato ad avere gravi disturbi di notte, il falso medico le ha consigliato di tornare a riprendere il sonnifero. Un’altra denuncia spiega che una paziente, come molte altre, era stata convinta a mettere i bicchieri di acqua fuori dalle finestre, in modo da togliere gli influssi negativi. Gli stessi, secondo la versione del guaritore, che avrebbero fatto ammalare l’anziano padre della donna di tumore.

Anziani, d’altronde, erano la maggior parte dei sui pazienti. Abbordati in un modo semplice. L’uomo, esperto affabulatore, si prestava ad accompagnare comitive di anziani in soggiorni organizzati sulla riviera adriatica. Aveva così tutto il tempo per “parlare” con le sue potenziali vittime. Che secondo gli investigatori, arrivavano da tutta la provincia di Torino e da molte località turistiche del nord e del centro Italia.

Pierfrancesco Quesitonio


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