Trasmittenti prestate agli autisti dei carri attrezzi
Mazzette sugli incidenti stradali.
6 vigili in manette 22 indagati
TORINO 18/11/2009 - Dai 300 ai 500 euro la settimana in cambio delle loro radio di servizio. È bufera sulla polizia municipale di Torino: sei agenti, accusati di corruzione e peculato, sono finiti agli arresti domiciliari nell’ambito di una maxi inchiesta della Procura della Repubblica che ha portato all’emissione di 22 misure di custodia cautelare. Nei guai anche i titolari di alcune carrozzerie e diversi autisti di carri attrezzi: pagavano tangenti per il noleggio delle radio Tetra (le uniche che da qualche tempo sono in grado di sintonizzarsi sulle frequenze della polizia municipale), e in questo modo venivano aggiornati in tempo reale sugli incidenti stradali e sulla presenza di eventuali veicoli da rimuovere. La prassi (definita «inspiegabile» dalla Procura), del resto prevede che le forze dell’ordine aggiudichino la rimozione e la custodia dei veicoli incidentati al primo che interviene. E 300 euro per una settimana di servizi assicurati, evidentemente, a certi carrozzieri e carristi sono sembrati briciole.
Ieri mattina, all’alba, sono scattate le misure cautelari, eseguite dallo stesso corpo di Polizia Municipale. Nell’operazione “Condor”, coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Sutera Sardo, sono finiti ai domiciliari gli agenti Alessandro Giardina, 43 anni, Walter Oberto Mallardi, 39 anni, Plinio Paduano, 43 anni e Vito Tanzi, 42 anni. Stessa misura cautelare, disposta per il pericolo della reiterazione e dell’inquinamento delle prove, anche per gli specialisti di vigilanza Antonio Palagonia e Dario Prono, 45 e 46 anni. Nei confronti di un settimo agente coinvolto nello scandalo, R.G., una donna, non è stata disposta nessuna misura di custodia cautelare perché gravemente malata. Per gli altri sedici indagati - in prevalenza carrozzieri e autisti di carri attrezzi (nell’ordinanza, tra le altre vengono citate le ditte “Euro 1”, “Gran Car s.n.c.”, e Speedy CAR s.n.c.”) - è invece scattato l’obbligo di firma. Stando alle accuse, alcuni “ ca r r i s t i ”, come vengono chiamati in gergo, avrebbero poi messo a disposizione di altri colleghi le apparecchiature. Eseguite quaranta perquisizioni.
L’ordinanza applicativa delle misure cautelari ricostruisce la vicenda delle radio - che gli indagati chiamavano in gergo “le barzellette” o “i frontalini dello stereo” - in oltre ottanta pagine di intercettazioni telefoniche e ambientali. Da queste, e dai movimenti delle radio seguiti attraverso il nuovo sistema di comunicazione Tetra in dotazione ai civich, sono emerse le prove di una attività - che i magistrati definiscono “diffusa e stabile” - di commercio degli apparecchi radio in dotazioni ai vigili. Fatti “gravi”, come si legge sempre nell’ordinanza, proseguiti anche quando « nell’a mbiente si è cominciata a diffondere la notizia di indagini sul fenomeno» . Di qui il pericolo della reiterazione e dell’inquinamento probatorio che ha portato il gip ad accogliere la richiesta delle misure cautelari.
«Da quando sono comandante - ha commentato Mauro Famigli - è la prima volta che mi succede una cosa del genere. Certo, sono amareggiato per dei comportamenti illegittimi di certi colleghi indegni della divisa. Ma dall’altra parte sono soddisfatto perché la polizia municipale ha dimostrato di avere gli anticorpi per stanare le mele marce. Di questi illeciti ce ne siamo accorti noi, e siamo stati noi a informare la procura. L’attività è iniziata a marzo, e in questi mesi i nostri vigili hanno continuato a svolgere normalmente i loro compiti a servizio della città. Segno che su 1.800 persone che vestono la divisa del corpo, 1.794 sono persone perbene»
Stefano Tamagnone
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