Raccattano scarti del mercato per risparmiare 2 euro per il lotto
«Meglio mangiare rifiuti
che rinunciare al sogno del Sei»
TORINO 21/10/2008 - I due euro e cinquanta custoditi con gelosia nel portafoglio sono tutto quello che può spendere per fare la spesa. Ma Antonietta, 70 anni passati da un pezzo, preferisce raccattare frutta e verdura tra i rifiuti del mercato di Porta Palazzo. Meglio tenere quei pochi spiccioli per tentare la fortuna al Superenalotto. Cento milioni di euro fanno gola a tutti, soprattutto a chi non riesce ad arrivare nemmeno alla terza settimana del mese. Così Antonietta raccoglie furtivamente un po’ di insalata verde, un’arancia e due banane sotto il bancone. Sempre con l’ansia che qualcuno possa vederla e pensare male di lei. Poi, sempre di nascosto, mette tutta la “spesa” nella borsa e ritorna ad inseguire il sogno di diventare milionaria.
«Ho lavorato tutta la vita e ora che sono in pensione non riesco ad arrivare a fine mese - dice -. Anzi, nemmeno alla terza settimana. Mangiare rifiuti è umiliante, certo, ma posso anche accettarlo. Ma non privatemi della speranza di vincere 100 milioni. Con tutti quei soldi andrei al ristorante due volte al giorno e questo posto sarebbe solo un brutto ricordo».
Una storia simile a quella di Luigi, 55enne in cassa integrazione con due figli a carico. Ogni giorno arriva a Porta Palazzo intorno alle 14, quando le bancarelle stanno smontando. In mano ha un sacchetto bianco, pronto ad essere riempito con gli scarti. «Sono un accattone, ma è l’unico modo che mi è rimasto per riempire il piatto dei miei figli - racconta -. Mi vergogno terribilmente, ma come padre mi vergognerei di più a lasciare vuoto il frigo di famiglia». Ogni volta che rovista tra gli scarti sotto i banchi di Porta Palazzo, Luigi si ripromette di non tornarci più. «Ma invece dopo due giorni sono di nuovo qui - dice -. Ormai è diventata un’abitudine. Torno a casa con la spesa e i miei figli sono contenti. L’importante è che non sappiano dove ho preso quella roba. In fondo non rubo niente, no?». Anche per lui, l’unica speranza di riscatto è tentare la fortuna. «Un anno fa ho vinto 500 euro alla Snai, e per due mesi ho fatto la spesa al supermercato sotto casa. Mi sentivo di nuovo un signore - racconta -. Poi i soldi sono finiti ed eccomi di nuovo qui. Certo, vincessi quei 100 milioni sarebbe tutto diverso…».
Al supermercato dei disperati, niente moneta. Vige ancora il baratto. A pochi metri dalle bancarelle, due pensionati scambiano tre mele per un sacchetto di insalata. «Tra di noi c’è solidarietà, ci si aiuta - dice Giovanni -. Se ho raccolto molta frutta, la cedo a chi ne ha presa di meno in cambio di qualcos’altro: verdura, un pezzo di pane o qualche sigaretta. Oggi un mio amico ha addirittura rinunciato a tutto per permettersi una giocata al Superenalotto». Alle 15 quel suo amico è ancora lì: raccatta mele e patate sotto i banchi del mercato, con il pensiero rivolto a quei favolosi cento milioni.
an.mag.
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