Le intercettazioni telefoniche che hanno incastrato gli agenti e i carristi
"Passo da te a prendere i soldi. Ho solo più 5 euro nel portafogli"
TORINO 18/11/2009 - R. G., 43 anni, agente, è in congedo dal 2007. È affetta da una gravissima malattia e versa in condizioni di estrema indigenza a causa dei costi per le cure. E forse per questa ragione ha deciso di “affittare” la ricetrasmittente in uso.
« Quando ho finito con gli esami e l a macchina scrive in un sms del 15 aprile - volevo passare in sezione a prendermi i soldi anche perché ho 5 euro nel p o r t a fo g l i » . Le registrazioni delle sue conversazioni, così come si possono leggere nelle 80 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, provano che abbia ceduto la sua radio tramite l’agente Alessandro Giardina. « Conten ta per i soldi di Alex - scrive in un sms - Domani provo a prelevare qualcosa alla posta o forse in cc visto che non ho più riserve a parte 10 euro ». Sarebbe stato “Alex” a “gestire” l’appa rato presso i carristi e a corrispondere il prezzo dell’utilizzo a R. G. Che annotava tutto « sull’agenda del cell ». Come intermediario entrava in scena Dario Prono, “legato da stretti rapporti con R.G.”. In pratica, Prono consegnava la radio della vigilessa a Giardina e riceveva “il ricavato” che poi consegnava a R.G. Giardina, che « con tutta probabilità tratteneva per sé una parte del denaro ricevuto dal carrista che riceveva la radio di R.G. », avrebbe fatto da “ in term edia rio” anche per l’agente Walter Oberto Mallardi.
Il 22 aprile, Giardina e Mallardi parlano del Tetra e discutono di quali siano i giorni liberi dal servizio per poter cedere la radio. Poi fissano un a p pu n t am e nto. Mallardi: « Verrò verso le dieci ». E il giorno successivo, alle 10, Mallardi arriva a casa di Giardina. Dopo un po’ li raggiunge un uomo vestito da meccanico. In mano ha un sacchetto con all’interno un oggetto. Lo stesso con cui Mallardi lascerà l’abitazione di Giardina. Gli inquirenti ritengono che si tratti di una radio, e le successive intercettazioni lo confermerebbero. L’agente Plinio Paduano viene incastrato da un falso incidente. Il suo apparato Tetra, la sera del 14 marzo, è arrivato a bordo di un carro nel luogo di un sinistro “lanciato” via radio per incastrare le “mele marce”. E lui, quella sera, non era in servizio.
E poi c’è l’agente Vito Tanzi. Il 12 maggio un carrista lo chiama: « Ascolta una cosa - dice - sul display qua... » . Tanzi: « Sì...lo so cosa è apparso, non schiacciare niente... Quello rosso, se viene premuto, è l’allarme generale del Corpo ». Nelle intercettazioni, l’apparec chio è chiamato nei modi più diversi. « Me la dai quella barzelletta che c’hai tu? Dice che gliela dai a tutti, e tutti lo vanno a dire in giro », chiede un non meglio identificato Nicola il 18 aprile a D.S., uno dei carristi indagati. « Ce l’ha solo l’autista
di mio fratello », risponde D.S.. « No, ce l’ha un altro l’ha avuto prima ». « Sì…sì….anche a lui gliel’ho girata, e mo ce l’ha D. ». « Non dargliela a nessuno - lo ammonisce Nicola - io voglio comprarne una per sempre… tenerla qui notte e giorno ». « E va beh - cede D.S. - poi parliamo a voce ». D. S., però, continua a parlare al telefono. E la polizia giudiziaria continua a registrare .
« Chiamo D., almeno lui dice, e in sottofondo, nell’intercettazione si sente una comunicazione dalla centrale operativa - gli chiedo se posso lasciargliela a P. ». D. acconsente. « A P. gli ho dato l’affare ieri sera… lo stavano fermando… e fa … minch.. io la butto ». P.: «No. Non gliela do più» . D.S.: «Il vigile che è già tanto che ce l’ha data per farci lavorare» . P.: «No ma io figurati se me la vado a bruciare» . S.: «Se tutti sti casini vanno in bocca al vigile… il mio amico sai cosa esce fuori?» . P.: « Che ce la toglie ». D.S.: «E io alla fine cos a f a c c i o ? Cioè io mi son comprato il carro perché c’ho comprato il carro perché c’ho la radio se no non l’avrei comprato il carro » .
Ad un certo punto, nell’a mbiente, si sparge la voce che la Procura abbia incominciato ad indagare sull’“affare”. S.: «Mi sa che è l’ultima settimana questa » . P.: «Come mai?» . S.: «E poi ti dico. Non posso parlare per te lef on o » . P.: « Maaaa… p er sempre?» . S.: «Eh. Mi sa di sì» . Il 30 aprile, anche Alessandro Giardina ha qualche sospetto. E chiama M., un altro degli indagati.
«Dì solo che stiano un po’ attenti» . M: «Ah! Okay». Giar dina: « E ee … mo!... molto. Perché poi ti spiego. E poi per un po’ a bocce ferme» . (pausa di silenzio). M: «Ah! Addirittura? Così?» . Giardina: «Sì, sì. È pesantina la cosa. Poi lunedì so poi tutto di più preciso. Però òò… sappi che è pesante… Non so se proprio su di me» .
[s.tam.]
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CONTINUA...]