Società condannata dopo la morte di un proprio dipendente
«Piste da sci come autostrade:
segnaletica contro gli incidenti»
TORINO 04/11/2008 - Le piste da sci? Devono essere considerate vie di circolazione a tutti gli effetti, come se fossero strade o meglio ancora autostrade. Con tanto di palinatura, realizzata e posata in modo tale da consentire di seguire il tracciato della pista anche in condizioni di scarsa visibilità e di riconoscerne i bordi destro e sinistro. È scritto nero su bianco in una sentenza pronunciata da un giudice di Torino, che ha condannato la “Sestrieres spa” al termine di un procedimento giudiziario avviato dopo la morte di un addetto alle piste, che aveva perso la vita schiantandosi contro un albero.
Era il 10 marzo di due anni fa quando si verificò l’incidente. Erano da poco trascorse le cinque del pomeriggio quando il venticinquenne Stefano Formia, impiegato stagionale della Sestriere spa in servizio agli impianti del comprensorio sciistico di Claviere, si schiantò contro un pino ai bordi delle piste mentre scendeva a valle. All’origine dell’incidente ci fu probabilmente una situazione di scarsa visibilità, dal momento che le condizioni meteorologiche risultavano pessime a quell’ora del pomeriggio. Per il ragazzo non ci fu nulla da fare, inutili si rivelarono i soccorsi portati dei medici del 118.
A più di due anni da quella tragedia è arrivata adesso la sentenza di un giudice del tribunale di Torino. La “Sestrieres spa”, infatti, è stata riconosciuta responsabile dell’incidente, perché avrebbe dovuto garantire e assicurare la sicurezza sulle piste da sci, provvedendo alla presenza di un’adeguata palinatura lungo tutto il percorso. Palinatura che avrebbe dovuto permettere di seguire i tracciati anche in condizioni di scarsa visibilità. Per il giudice Cristina Domaneschi, invece, la palinatura del comprensorio sciistico di Claviere risultò non adeguata. Inoltre, il pino contro cui si schiantò il venticinquenne Stefano Fornia avrebbe dovuto essere protetto e adeguatamente segnalato. Quel pino rappresentava un ostacolo in pista e come tale avrebbe dovuto essere trattato.
Il giudice Domaneschi ha inoltre accolto un’altra contestazione mossa dal pubblico ministero Sara Panelli: dal momento che la vittima era un dipendente della “Sestrieres spa”, le piste sulle quali l’uomo era abituato a muoversi tutti i giorni avrebbero dovuto essere equiparate a un luogo di lavoro come tutti gli altri. Di conseguenza, l’azienda avrebbe dovuto garantire la sicurezza del proprio lavoratore. Ma questo non sarebbe avvenuto. Ecco spiegata, pertanto, la condanna a 2 mesi e venti giorni di reclusione per l’allora direttore generale della “Sestrieres spa”, Roberto Termini.
g.fal.