La pillola abortiva entro fine mese dovrebbe arrivare nelle strutture sanitarie piemontesi
Ricovero sì, ricovero no. E’ bufera sulla Ru486
TORINO 05/02/2010 - Esplode la polemica sulla Ru486, la pillola abortiva che entro fine mese dovrebbe arrivare nelle strutture sanitarie piemontesi. La Regione, attraverso l’assessore alla Sanità Eleonora Artesio, si è detta pronta a rispettare le indicazioni contenute nel documento di registrazione del farmaco da parte dell’Aifa che prevede che l’offerta avvenga in ambito ospedaliero, ma ignorando le linee guida che il Governo darà (lunedì il ministro della Salute Ferruccio Fazio le chiederà al Consiglio Superiore di Sanità) sull’obbligo di ricovero ospedaliero. « Anche se l’Agenzia del farmaco è stata chiara ed ha indicato la necessità di un pieno e continuo controllo ospedaliero» come ha ribadito il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi.
La Regione, come spiega Artesio, è invece intenzionata a lasciare libertà di decisione a donne e medici: si valuterà caso per caso. «Come in ogni protocollo clinico - continua Artesio -, le modalità di adesione della persona devono essere concordate sulla base di tutte le informazione dovute insieme al medico. Pertanto la Regione garantirà il ricovero ordinario alle donne che lo riterranno opportuno rispetto alla loro situazione. Altrettanto le donne che riterranno di ricorrere al day hospital la Regione assicurerà tutta la sorveglianza sanitaria necessaria». Il dibattito è diventato subito merce di confronto politico. Durissimo il capogruppo Pdl in Senato Maurizio Gasparri: «La banalizzazione dell’aborto è un rischio imminente. In Piemonte si vorrebbe somministrare la Ru486 contro le norme della legge 194, senza il ricovero per tutto il periodo fino all’espulsione del feto. Che ne pensa l’Udc?». Immediata la risposta di Vietti: «La Regione ha rispettato e rispetterà la legge e anche la direttiva sull’uso della Ru486».