Lo strozzino le mangia la casa e la getta in strada a 20 euro
Strangolata dai debiti, costretta
a vendersi per pagare l'usuraio (guarda il video)
LOCATE VARESINO 05/06/2008 -
CLICCA QUI per il video (intervista realizzata da
Thomas MacKinson)
Il frigo vuoto da settimane e un tubetto di maionese spremuto all’osso. È tutto quello che c’è da mangiare oggi. Neppure i soldi per le sigarette ci sono più. Claudia ne prende una in prestito e inizia il suo lungo e disparato racconto che la porta da Locate Varesino fino a Milano dove si prostituisce con gli anziani per soli 20 euro. Tanto lontano l’ha condotta l’usuraio della porta accanto. Dietro di lei si intravedono le foto dei figli di 18 e 23 anni e perfino una foto del piccolo Tommy, il bambino sequestrato e ucciso due anni fa per una vicenda di estorsione. Che Claudia ha sentito parallela alla sua.
SCIVOLARE NEL BARATRO
Claudia Canavesi conduceva una vita agiata in una villetta di Locate Varesino, piccolo comune immerso nella Brianza. Si era sposata nel 1984 e dal matrimonio è nata una famiglia serena. Poi tutto precipita. Lei dice per colpa di un pavimento di 15 metri quadrati che nel 2003 decide di ristrutturarlo. In paese si maligna di debiti di gioco per 30mila euro. Fatto sta che Claudia si rivolge alle banche. Nessuno le fa credito. Il suo è un lavoro atipico. Un contratto serio non ce l’ha. Restano solo le conoscenze in paese dove c’è chi di soldi ne ha da buttare e si cura di farlo sapere, di prestarlo a conoscenti e commercianti. Così incontra Calogero Sansone, un pregiudicato trapiantato in Brianza che ufficialmente è proprietario di un’autofficina. Ma le riparazioni sono un hobby. Il vero mestiere è prestare il denaro e farselo restituire con interessi maggiorati del 120%-180%.
Lui l’ascolta, le offre aiuto. In cambio, chiede solo assegni post-datati. Che ovviamente incassa subito svuotando quel poco che c’era sul conto di Claudia. Intanto iniziano i lavori e gli operai battono cassa. Così le cifre, dapprima modeste, si gonfiano. Gli assegni diventano cambiali in bianco. Quel poco che finisce nel conto è subito dello strozzino. Anche lo stipendio dei figli finisce nelle sue tasche. Entrambi, per aiutare la madre, esordiscono nel mercato del lavoro e nella vita da protestati. In una manciata di mesi Claudia si trova senza soldi, la famiglia in pezzi. A garanzia dei debiti e per evitare violenze è costretta a intestare la casa all’aguzzino che non è ancora soddisfatto. Vuole di più e subito. Vuole il contante. Le propone di sdebitarsi facendole assaltare una filiale di banca con una pistola scacciacani e un passamontagna. Al suo rifiuto, le offre l’alternativa. La trascina lentamente verso il marciapiedi. Una carriera che inizia in un night di Milano. Da lì, al marciapiede il passo è breve. I clienti sono anziani, le tariffe popolari arrivano a 20 euro. Due anni d’inferno per Claudia terminati con il tentativo di togliersi la vita ingoiando 350 pastiglie di medicinali. Sono i pompieri a salvarla.
LA PRIMA DENUNCIA
Claudia è arrivata a fine corsa. Vuole uscire dalla paura. Sul suo cammino nel 2005 ha incontrato “S.O.S. Italia Libera – Associazione Antiusura” che le infonde il coraggio di denunciare l’aguzzino. Quando gli inquirenti sono sulle tracce di Sansone scoprono altri 50 imprenditori che lui stritolava da tempo facendo della Brianza un’isola corrotta. Ma a far saltare tutto non sono stati loro, è stata lei, la più debole. La più sola. Che ancora oggi convive con il passato. Perfino la casa in cui abita con i figli non è più sua. Ma è di proprietà del suo stesso aguzzino che prima dell’arresto era riuscito a farsela intestare.
UN FUTURO IN SALITA
Ora a Claudia restano i morsi della fame e i rimorsi verso la famiglia. Ma soprattutto i debiti. «Ne ho per 50mila euro, soprattutto quelli verso i commercianti del paese che mi hanno fatto credito, dal macellaio al panettiere». E con quel fardello non si va lontano. «Voglio tornare a una vita normale - dice - Vorrei ricominciare da zero. Lasciare la strada. Avere un lavoro stabile per coprire i debiti e curare i miei figli». Oggi fa le pulizie in un ospedale della zona con contratti di 15 giorni e una paga di 500 euro.
«Ieri ho rubato i biscotti dall’armadietto di un medico. Avevo fame», confessa. Poi manda un sms: «Sono disperata. Stasera torno in strada».
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CONTINUA...]
Scritto da:
Thomas MacKinson - thomas.mackinson@cronacaqui.it