Controlli all’Asl To4. Il direttore generale: «Nessuno partecipa ai bandi»

IL BLITZ. I Nas in 4 pronto soccorso: «I medici rifiutano il posto»

La visita inaspettata giunta dopo un accenno di rissa a Cuorgnè

Una visita inaspettata per l’ospedale di Cuorgnè, dove la scorsa settimana si era sfiorata la rissa tra i pazienti stanchi per le attese e il personale medico.

Al pronto soccorso, questa volta, si sono presentati i carabinieri dei Nas per un’ispezione nel presidio medico che fa parte delle indagini scaturite dopo l’inter vento dei militari della compagnia di Ivrea chiamati per paura che la protesta degenerasse.

La “visita” dei militari dell’Arma comunque non coinvolge la sola Cuorgnè, ma nelle ultime settimane ha riguardato tutti i presidi dell’Asl T04 tra i quali Ivrea, Ciriè e Chivasso, e secondo la direzione sanitaria l’esito dei controlli non avrebbero rilevato criticità particolari nel funzionamento.

Che cosa era successo: alcuni pazienti, dopo tante ore di attesa nei corridoi, avevano iniziato a spazientirsi e per precauzione era stato richiesto l’intervento dei carabinieri. Dopo la mediazione dei militari la situazione era tornata alla calma, ma nelle ore successive era emersa la mancanza di personale nel gestire un luogo sensibile come quello che accoglie le emergenze.

Nel presidio di Cuorgnè, ogni anno, si contano circa 17mila passaggi nel pronto soccorso, e quel giorno in servizio c’erano tre infermieri e un solo medico. Il sindacato degli infermieri, intanto, insorge. «Le criticità si manifestano in tutti i pronto soccorso di Torino e provincia. Nell’Asl To4, la situazione non è certamente migliore, anzi». Il sindacato ricorda quanto successo Ciriè. «Addirittura pazienti in corridoio in doppia fila, senza privacy e dispositivi per chiamare in caso di necessità. Situazione analoga a Cuorgnè, con pazienti in attesa da ore e parenti aggressivi con il personale che ormai sta diventando sempre più vittima di questa disorganizzazione». Una analisi che il direttore generale dell’Asl To4, Lorenzo Ardissone, condivide solo in parte, e che non sarebbe imputabile alla gestione dell’ente.

«Sulla situazione del personale infermieristico, dopo gli ultimi inserimenti, siamo in linea con gli standard regionali, quindi siamo in grado di coprire regolarmente tutti i turni. Sulla questione dei medici la situazione è notevolmente più complicata poiché nonostante i bandi emessi, non troviamo del personale medico che voglia partecipare, visto che il ruolo del medico di pronto soccorso è molto complesso».

Santo Zaccaria

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