Dopo lo sgombero del campo rom

Gli esuli di via Germagnano si rifugiano sotto la tettoia

I nomadi bivaccano e chiedono la carità ai passanti. Ricca: "La situazione ci preoccupa"

Dopo lo sgombero del campo di via Germagnano, i nomadi si sono trasferiti in piazza Crispi

I camper e i furgoni non sono certo passati inosservati dalle parti di piazza Crispi, in Barriera di Milano. Tra la vecchia tettoia, che un tempo ospitava il mercato, e il parcheggio scoperto ne sono spuntati almeno quattro. Carichi di zingari provenienti con tutta probabilità dal campo nomadi di via Germagnano, oggetto di importanti sgomberi e bonifiche dall’inizio dell’anno.

Chi si è visto buttar giù la baracca dalle ruspe ha preso i bagagli e si è trasferito ad un paio di chilometri di distanza, forse nel primo posto giudicato buono ad ospitare qualche nucleo. Di giorno ci si imbatte nelle donne con i bambini al seguito, intenti a chiedere l’elemosina, mentre a tarda sera spuntano anche gli uomini. Bivacchi e schiamazzi non mancano mai, e qualcuno ha già segnalato l’aumento della sporcizia.

Il piazzale davanti alla tettoia coperta, in particolare, è diventato il punto di raduno non autorizzato di camper e roulotte di ogni dimensione. Fattore che piace poco anche ai commercianti. « Sostano praticamente tutto il giorno – racconta un cittadino -. Se passi da quelle parti devi fare lo slalom tra i bambini che ti mandano anche a quel paese se non gli dai un euro. È una vergogna, la municipale deve intervenire».

Secondo altre voci, il fenomeno si sarebbe intensificato anche per via della recente chiusura del parcheggio di corso Vigevano, a causa dell’apertura del cantiere del viale della Spina. Un luogo già frequentato dalle roulotte dei nomadi.

A chiedere provvedimenti è il capogruppo della Lega Nord in Comune di Torino, Fabrizio Ricca, autore di un’interpellanza. «La situazione ci preoccupa – rincara la dose Ricca -. Speriamo venga effettuato un controllo per capire il motivo che porta queste persone a bazzicare tutto il giorno in piazza Crispi. Ovviamente ci auguriamo vengano prontamente allontanati».

 

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