Il giorno dopo i pensieri e le sensazioni sono le stesse: rabbia e frustrazione. Gli stessi stati d'animo che Antonio Conte ha espresso senza mezzi termini (ieri in una nota la società ha ribadito la richiesta di «equità di trattamento») a caldo al Tardini, subito dopo il triplice fischio di Mazzoleni.
L'allenatore bianconero era stato lapidario: «Si respira una brutta aria. Gli arbitri hanno paura a fischiarci rigori a favore». Una sensazione irrobustita dai due episodi più che dubbi in area del Parma, vittime Giaccherini e Pirlo, ma che si era già fatta strada nelle menti bianconere da tempo. Del resto i bianconeri hanno goduto di un solo penalty a favore in 22 giornate, nonostante, come ha ricordato dati alla mano Conte, la Juve stazioni spesso - il 75 per cento del tempo - nei 16 metri avversari. Nel dubbio gli arbitri fischiano contro la Juve. Mancanza di personalità da parte dei direttori di gara? Forse il motivo è anche questo visto che ovunque il grido dei tifosi avversari nei confronti della società piemontese è lo stesso da sempre: «Sapete solo rubare».
Ma in realtà è molto più probabile la colpa dell'ostracismo nei confronti della Juve sia da ricercarsi ancora in Calciopoli. Ecco il pensiero sottinteso di Conte che mercoledì sera ha smentito ogni riferimento allo scandalo che sconvolse il nostro calcio ma che quando ha spiegato che i motivi della scarsa tutela arbitrale nei confronti della Juve sono da ricercare nel passato di fatto ammette, eccome, il nesso.
Ed il fatto che certe sviste arbitrali si verifichino proprio nel momento decisivo della stagione rende ancor più nette certe sensazioni spiacevoli. Il rigore netto negato a Parma per fallo di Biabiany su Giaccherini, il contatto dubbio a fine partita su Pirlo seguono il netto mani in area di Vergassola in Juventus-Siena dello scorso 4 febbraio. A pensare male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca.
Ed in effetti i numeri sembrano dar ragione alla società bianconera. Dal 2006 in avanti i rigori decretati a favore della Vecchia Signora sono pochi, anzi pochissimi se paragonati a quelli concessi alle altre grandi del nostro calcio. In 216 partite la Juve è andata dal dischetto 26 volte. Il Milan doppia letteralmente i bianconeri con ben 52 penalty a favore in 213 gare. La Roma è a 51 in 212 partite. L'Inter si ferma a 38 in 213 incontri.
Anche il dato dei rigori fischiati contro sembra dare corpo alla teoria del complotto anti-Juve. I bianconeri hanno subito 25 rigori, il Milan solo 18. La polemica bianconera, insomma, sembra avere basi solide. La rabbia è dunque comprensibile così come la richiesta di maggior tutela. Si tratta, insomma, di pura autodifesa. Sullo sfondo c'è la classifica e il duello a distanza tra le due grandi del nostro calcio che si affronteranno il 25 febbraio a San Siro in una sfida che potrà dire molto, se non tutto sulla sfida scudetto. Una classifica che potrebbe sorridere ancor di più ad una squadra che ha sì dei punti in meno dei rossoneri ma che deve recuperare ancora una partita. Una squadra che se avesse ottenuto ciò che gli spettava, rigore netto contro il Siena, penalty sacrosanto negato a Parma, ora con ogni probabilità sarebbe in fuga
Simone Cerrano