Ha 25 anni e gioca con gli Insuperabili, la squadra che sconfigge anche l’handicap

IL RECORD. Altro che Buffon: Roby, superportiere da 3mila partite

Roberto Bressan conserva un taccuino con annotata la data di tutte le gare disputate dal 17 maggio 2011 ad oggi

“Chi è normale non ha molta fantasia”. Così cantava il chitarrista Edoardo Bennato nel suo celebre brano “Venderò” uscito nel lontano 1976 e sulle note di quella celebre canzonetta presentiamo un incredibile personaggio nel palcoscenico torinese, ossia Roberto Bressan, l’unico portiere capace di disputare più di 3mila partite a livello amatoriale.

Roberto è un ragazzo speciale che a breve, esattamente il 24 febbraio, spegnerà venticinque candeline e dall’età di nove anni e mezzo dà un calcio ad un pallone.

Il tutto è cominciato all’oratorio Santa Giulia dove la “saracinesca” (così lo chiamano i suoi amici) ha mosso i primi passi come attaccante per poi finire in porta come confidato dallo stesso Roberto: «A me il calcio all’inizio non faceva neanche impazzire, ho iniziato facendo l’attaccante, ma quando ho visto un ragazzino in porta, fermo e con quei guanti ho capito che quello sarebbe stato il mio ruolo».

Un portiere che negli anni ha macinato record difendendo i pali di migliaia e migliaia di squadre in giro per Torino e dintorni e che ha pensato bene di catalogare tutte queste partite in un quaderno che ora sono diventati due. Ancora Roberto: «Dal 17 maggio 2011 ho iniziato a scrivere tutte le partite che giocavo inserendo data, orario, il capitano che mi chiamava per giocare e infine il risultato. A mille sono arrivato lunedì 9 settembre 2013, a 2mila sabato 7 febbraio 2015 e a 3mila venerdì 2 dicembre 2016». Già, 3mila gare festeggiate circa due mesi fa e che conta ben 1786 vittorie, 774 pareggi e 440 sconfitte.

Finito qua? No, perché Roberto è un amante del dettaglio e così altro viaggio nelle statistiche dove confida di aver parato 129 rigori su 269 fischiatigli contro con tanto di 50 papere, giusto per farsi un bagno d’umiltà. «Dal 2007 al 2016 ho vinto ben ventiquattro trofei come miglior portiere – ammette Roberto – è una passione che ho dentro, per me il calcio è diventato come una sigaretta, uno sfogo. Che ci sia pioggia, vento, caldo, freddo poco importa, io sono qui per combattere».

Non solo numeri nel calcio amatoriale per Roberto che da tre anni difende con orgoglio i pali degli “Insuperabili“, scuola calcio per ragazzi disabili senza dimenticare la sua costante presenza pure nel torneo “Matti per il calcio“, progetto quest’ultimo organizzato dalla Uisp (Unione italiana sport per tutti) assieme agli operatori dei Dipartimenti di salute mentale del Piemonte e della Valle d’Aosta che da tempo promuovono questa manifestazione utilizzando il calcio come strumento per dar vita e continuità a percorsi di riabilitazione psico-sociale associando così i benefici dell’attività motoria. È agli “Insuperabili” però che il leggendario Roberto, tifoso juventino cresciuto a pane e Gigi Buffon, ha giurato amore eterno: «Giocare qui con gli Insuperabili è fantastico, nelle altre squadre gioco per vincere, qui invece do più del massimo ». E come Roberto sogna di vincere il campionato proprio con gli Insuperabili, sua squadra del cuore con la quale si augura di stracciare altri record.

 

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