«Da Valentino a New York La mia vita sulle passerelle»

L’INTERVISTA. La bellissima modella Carla Barrucci si confessa a CronacaQui

A quindici anni ha avuto inizio tutto. Da lì in poi è stata solo una escalation di successi. La modella latinense Carla Barrucci ha cominciato sfilando per la maison Valentino, ha proseguito con Fendi e, attualmente, calca le passerelle newyorkesi più importanti. Inoltre è l’uni ca modella italiana ad aver partecipato allo show “Project Runway America”, condotto dalla top model Heidi Klum.

Carla, nel 2010 ha iniziato a sfilare sulle passerelle newyorkesi, realizzando così il suo sogno più grande. Che emozione è stata?

«Indescrivibile. Ho provato una grandissima soddisfazione. Ho lavorato duramente per riuscire ad arrivare a New York, mettendo anche da parte la vita privata. Tutti i miei sforzi, però, sono stati ripagati».

Nel 2011 è stata una delle modelle, e fino ad ora l’unica italiana, dello show “ Project Runway A m er i c a”. Ci racconta questa esperienza?

«Credo di non essermi mai divertita tanto. Mi ha dato l’opportunità di avere una grande visibilità in America e mi ha permesso di conoscere tantissime persone del settore. Le mie più care amiche le ho incontrate proprio lavorando nel programma. Iniziavamo a lavorare alle 7 di mattina e non finivamo mai prima delle 9 o 10 di sera, ma la stanchezza non pesava tanto ci divertivamo e ci piaceva stare insieme».

Facendo un passo indietro, il 2001 ha sancito l’in contro con Valentino. Cos’ha significato sfilare per uno stilista tanto importante?

«È stato proprio lui insieme a tutto il suo team a insegnarmi il mestiere. Ho assorbito qualunque tipo di informazione e di consiglio, anche perché non capita tutti i giorni di potersi confrontare con una squadra così importante. Tutto quello che ho imparato lo devo a loro».

L’anno seguente lavorare per Fendi le ha fatto percorrere la scala del successo mondiale. Com’è riuscita a rimanere una ragazza semplice e con i piedi per terra?

«La moda non è assolutamente come sembra. Non è fatta solo di successi. I traguardi raggiunti sono preceduti da decine e decine di no. È una realtà estremamente competitiva e crudele da tantissimi punti di vista. Non sei una persona, ma un manichino. Mi è capitato di vedere ragazze atteggiarsi a supermodel dopo aver realizzato un servizio fotografico. Ecco, questa cosa mi ha sempre fatto sorridere».

Il suo curriculum parla chiaro, lei è laureata in Economia aziendale e bancaria. È stato difficile coniugare lo studio a una vita tanto frenetica?

«È stato durissimo. Una continua battaglia con i miei genitori perché io pensavo solo a lavorare e giustamente loro volevano che io mi laureassi in tempo. Mi davano filo da torcere ed era una litigata giornaliera. Se devo dire la verità mi sono data da fare pur di non sentirli più (ride, ndr)».

Attualmente lei vive a New York. Cosa le manca dell’Italia?

«Oltre al cibo e al clima romano, in particolare, la qualità delle persone. New York è estremamente superficiale, non ha valori morali».

Un suo pregio e un suo difetto?

«Sono una ragazza estremamente leale ma allo stesso tempo molto testarda. Quando mi metto in testa una cosa è quella, punto. A volte è una cosa positiva, ma, in altre circostanze, estremamente negativa».

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