L'INTERVISTA

A TU PER TU CON ELENA ROTARI. «Sono un’attrice nata per caso. Ora punterò tutto sul cinema»

Sogni, passioni e ambizioni della modella e regista torinese dopo aver sfilato sulle passerelle della Fashion Week di Parigi

Elena Rotari

Modella, attrice e presto anche regista. È Elena Rotari (20 anni), una delle più dinamiche artiste torinesi che, dopo aver sfilato sulle passerelle della Fashion Week di Parigi, ha intrapreso la carriera di attrice e, a breve, intraprenderà anche quella da regista.

Ha iniziato come modella. Come si è affacciata a questo mondo?

«È avvenuto per caso, quattro anni fa. Mentre assistevo ad un concorso di bellezza, notai che i fotografi fotografavano me piuttosto che concentrarsi sulle modelle in gara. Uno di questi fotografi mi propose di posare per lui e ed accettai. Da lì mi appoggiai a u n’agenzia e cominciai a muovere i primi passi in questo mondo, ottenendo degli importanti successi».

La sua vera passione resta però la recitazione.

«Esattamente. Ho iniziato professione due anni fa e, anche in questo caso, devo ammettere che è stata in un certo senso una casualità».

Cioè?

«Mi trovavo sul set del cortometraggio “I am nobody- io sono nessuno” diretto da Enzo Dino, col compito di aiutare i tecnici quando, per sostituire un’attrice che all’ultimo momento non si era presentata, il regista mi ha guardata e mi ha chiesto se volessi provarci. Ovviamente ho accettato subito».

Come a dire, trovarsi nel posto giusto al momento giusto…

«Sì, senz’altro. Da ragazzina trovavo quest’espressione alquanto priva di senso ma, col passare del tempo, ho capito quanto fosse veritiera».

Come si è sviluppata la sua carriera dopo il corto?

«Collaborare a questo progetto, che ha tra l’altro vinto un riconoscimento alla Mostra del Cinema di Venezia, è stato per me fondamentale, perché mi ha permesso di capire che la mia vera aspirazione è quella di realizzare film curando tanto la parte tecnica quanto quella artistica. Ho deciso allora di provare a realizzare un lungometraggio creandolo dal nulla. In collaborazione con Enzo Dino è nato quindi “La stanza del sorriso”, le cui riprese sono tutt’ora in corso. La sceneggiatura è gran parte opera di Dino, mentre io sono anche una delle protagoniste».

Può dirci qualcosa sulla trama e sul suo ruolo?

« Certamente. Io interpreto Isabella Gamba, un’infermie ra che aiuta i medici a creare una stanza del sorriso all’interno dell’ospedale oncologico in cui lavorano. Lo scopo è quello di permettere ai pazienti di avere un luogo in cui poter trascorrere qualche ora in tranquillità, dimenticandosi, almeno per un momento, della guerra che stanno combattendo. Nel cast c’è anche l’attrice Caterina Vertova, fortemente voluta da me e dal regista».

Un tema forte, quindi. Come nasce questa sceneggiatura?

«Nasce dalla lotta contro il cancro combattuta e vinta dal regista Enzo Dino ma, soprattutto, nasce dalla volontà di ricordare un nostro amico che, purtroppo, non ce l’ha fatta».

Progetti futuri?

«Nel prossimo futuro c’è la regia. Entro il prossimo anno, infatti, ho intenzione di girare un corto a Roma, un lavoro che coinvolgerà molti giovani».

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