
E dopo Leonardo e i Dinosauri ora è la volta della Biennale. Il Padiglione Italia, allestito dal 17 dicembre scorso nella Sala Nervi di Torino Esposizioni, rimarrà aperto all'ombra della Mole fino al 29 febbraio prossimo. È stata prorogata di un mese la mostra curata da Vittorio Sgarbi e coordinata da Giorgio Grasso che ha portato nel capoluogo piemontese la creatività italiana rappresentata da oltre 700 artisti, nell'ottica di quell'«arte democratica » fortemente voluta da Sgarbi. Un successo, quello testimoniato dal pubblico per l'ultimo capitolo scritto dal professore di Ferrara per la 54esima edizione dell'Internazionale d'Arte di Venezia, che potrebbe trasformare questa mostra in qualche cosa di più di una semplice esposizione.
«Un modello - asserisce Sgarbi -. Ho proposto la Biennale torinese come un modello da seguire per la gestione delle mostre e dei musei di arte contemporanea e al proposito ho scritto una lettera al ministro competente, contrapponendo l'esempio di Torino a quello del Madre di Napoli (Museo d'Arte Contemporanea Donna Regina, ndr). Il Madre sta chiudendo ed è costato allo Stato svariati milioni, mentre questa mostra va benissimo, costa poco, circa 100 mila euro, e non è finanziata dalle istituzioni, a dimostrazione che si possano fare grandi cose senza spendere soldi pubblici e che la gestione dell'arte contemporanea non va lasciata allo Stato».
Intanto la Biennale torinese, che già dal prossimo anno col nome di "Babele" diventerà un appuntamento fisso nella nostra città da tenersi negli anni pari sempre nella Sala Nervi di corso Massimo D'Azeglio, continua a richiamare un ampio pubblico, attratto da nomi come Enrico Robusti, Antonio Nunziante, Ugo Nespolo, Ezio Gribaudo, Vanni Penone e molti altri ancora.
In programma alla mostra in questi giorni anche un calendario di eventi che prevede per sabato prossimo, nello spazio incontri del Padiglione Tibet curato da Ruggero Maggi, un dibattito sul ruolo degli enti locali nel sostegno alla lotta di liberazione del popolo tibetano e un reading teatrale scritto e interpretato da Paola Caramei dal titolo "Il suono del sole. Ho aperto gli occhi sul mondo. Ho sentito il richiamo dell'uomo per l'uomo". E ancora il "Primo progetto di Mail & E-mail Art" di Maggi e a febbraio la realizzazione del "mandala"di Chennezig" con le sillabe del mantra del Bodhisattva dell'amore e della compassione.
È stato invece rinviato a data da destinarsi l'incontro in programma per venerdì prossimo a Torino Esposizioni tra il governatore Cota e Sgarbi.