
Sono stati tirati giù dal letto alle prime luci dell'alba di ieri. Sono gli artefici degli scontri di marca No Tav avvenuti nei pressi del cantiere "La Maddalena" di Chiomonte il 27 giugno e il 3 luglio dell'anno scorso. Che siano loro ne sono convinti gli investigatori della Digos torinese, la Procura e il Gip Federica Bombieri che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare eseguite contemporaneamente in tutt'Italia nell'arco di un'ora, dalle sei alle sette del mattino. L'operazione, interamente coordinata dalla Questura del capoluogo piemontese, ha visto impiegati 160 poliziotti che hanno operato in città e in provincia, a Milano, Asti, Biella, Belluno Bologna, Cremona, Chieti, Cosenza, Cuneo, Macerata, Modena, Napoli, Genova, Palermo, Padova, Parma, Pistoia, Roma, Trento, Varese, Venezia e in una località francese.
A Torino il blitz è scattato puntuale ed è stato preceduto da 56 perquisizioni nelle abitazioni degli indagati e presso alcuni centri sociali della città: il Braocchio che si trova al confine tra Torino e Grugliasco, Mezcal, ubicato nel parco Cebrosa di Collegno ed El Paso di via Passo Buole, dove è stata arrestata Gabriela Avossa, una delle tre donne coinvolte nell'inchiesta. Una seconda, Maja Cecur, originaria della Bosnia, ma da tempo residente a Torino ed esponente dell'area insurrezionalista, dopo essere stata fermata, è stata rilasciata in serata perché in stato interessante.
Tutti i particolari su CronacaQui in edicola il 27 gennaio
Per vedere i video degli arresti e degli scontri leggi l'articolo correlato