Il legale: "Ha agito nelle vesti e funzioni di segretario regionale del sindacato"

LA REPLICA. Torino, stalking a suora, il preside si difende: “Le mie erano richieste legittime”

Erano “richieste legittime“, presentate in qualità di rappresentante sindacale, quelle che il preside di una scuola torinese rivolgeva alla ex madre superiora di un istituto religioso in Valle di Susa. E’ quanto afferma l’avvocato Alessandro Parrotta, difensore dell’uomo che ora è chiamato a rispondere in tribunale, a Torino, del reato di stalking per quelle che la procura e la parte civile, invece, definiscono pressioni indebite. “L’accusa penale – osserva Parrotta – è mossa nei confronti del mio assistito nelle sue vesti e funzioni di segretario regionale del sindacato Ugl Enti religiosi. Nella sua qualifica ha rivolto all’istituto, persona giuridica come molte altre, nella persona del suo Legale rappresentante, che è la cosiddetta ‘madre generale‘, legittime richieste su mandato delle ex lavoratrici iscritte al sindacato, non fidandosi dei professionisti che assistevano l’Ente religioso“. Parrotta afferma che “la legale rappresentante ha mal digerito la presenza sindacale e ha risposto con la denuncia in sede penale. Non esiste alcuna vendetta né ritorsione. Uno stalking atipico a mezzo mail, inviate alla religiosa per lo più per conoscenza”. “Sono convinto – conclude Parrotta – che non sussistano responsabilità a carico del segretario sindacale. Ha operato nell’alveo delle sue funzioni per legittimo incarico dei dipendenti dell’Ente religioso. Sono fiducioso nel tribunale. E il processo – alle prime note dibattimentali – sta procedendo bene. Il diritto sindacale non è comprimibile né rinunciabile. Ci battiamo per questo”. 

 

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