L’Alba dei DIECICENTO35, la recensione di Ezio Baldi

Non so bene perché, ma mi ritrovo a fare i conti con l’ età e con quello che ho vissuto nella mia gioventù. Erano gli anni ’70, i Beatles erano al culmine della carriera, un certo chitarrista John McLaughlin, con il batterista Billy Cobham, entrambi riconosciuti come strumentisti di valore assoluto e chiamati nel corso del tempo a collaborare ad esperienze musicali di grande valore da maestri come Miles Davis, si inventarono di mettere nel loro gruppo… un violino. Nacque così la Mahavishnu Orchestra, maledettamente rock e classica al contempo. Una band che ha trovato largo consenso in Italia, tanto che la Premiata Forneria Marconi, decide che deve avere un violino, tra i suoi componenti. Erano gli anni ’70, forse i componenti dei DIECICENTO35 non erano nati, forse non erano nemmeno in programma di  nascere; ma forse la magia era nell’aria e questi ragazzi dovevano spingersi alla musica, per darci grandi emozioni.

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