Chemical Wakes, la New Wave sotto la Mole

Ripensando agli anni ’70, faccio mente locale al critico musicale Vernon Joynson, il quale asseriva che la New Wave ebbe origine nel Regno Unito verso la fine del 1976, quando molti complessi cominciarono ad allontanarsi dal punk. Crescita e sviluppo del Pub Rock? Oppure creatività evolutiva delle nuove tendenze anglosassoni? Difficile dirlo, come spesso accade, qualcuno sforna qualcosa di nuovo e altri si accodano, facendo però crescere e sviluppando nuovi generi. Quante volte ci siamo ritrovati a ritmare con la testa e con il corpo, un brano dei Talking Heads, che secondo il giornalista musicale Simon Reynolds, hanno notevolmente contribuito alla divulgazione della New Wave; come non essere concordi con lui. Ma facciamo un salto temporale, dagli anni ’70 ci trasferiamo nel 2014, non nelle terre anglosassoni, ma nella nostra Torino. Per chi si pone la domanda “Che c’entra Torino con la New Wave?”, soltanto una risposta: “Chemical Wakes”. Quattro giovani torinesi, Fabrizio Garberoglio – voce solista e synthesizer, Luca Tomaino – chitarra e cori, Matteo Spada Sabato – basso e Giulio Bardi, alla batteria e percussioni.

 

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