Adesso i lupi se la ridono

Fonte: Depositphotos

Qualcuno si fregherà le mani dopo l’annuncio della proroga dello stato di emergenza fino al 31 ottobre. Perché quella pariolina che accompagna ogni tragedia, dai terremoti alla alluvioni e fino a questo maledetto virus cinese, offre possibilità di fare affari loschi. E soprattutto dimostra che lo Stato ha il ventre molle e che i cani da guardia devono abbassare la mascherina e indossare la museruola. Il Covid oltre alle nostre vite ha stravolto il rigido sistema degli appalti e l’affidamento diretto abbinato alle gare ultra rapide, da eccezione è diventato regola. O meglio si ha dato vita a una cascata d’oro. Ci hanno provato in tanti. Persino un’ex presidente della Camera e poi mogli, cognati, cugini, amici e portaborse dei potenti che in campagna elettorale gridavano al “prima gli italiani” ma per i conti in banca hanno preferito la sicura Svizzera. A casa nostra di affari di famiglia hanno parlato solo i maligni, ma i danni non sono mancati così come le truffe patite (pare) per fretta e pressapochismo. Come ci insegna quella gigantesca partita di mascherine che avrebbe dovuto risolvere i problemi dell’unità di crisi piemontese e che ha trasformato bonifici per un milione di euro in una beffa alla Totò. E non basta visto che, giorno dopo giorno sale lentamente, ma inesorabilmente, il numero delle inchieste e degli indagati. Con i primi sequestri di gioielli, conti correnti e immobili ai faccendieri (italiani) di una società londinese. A conti fatti, fa capire qualcuno che è addentro alle segrete cose, il conto della passata emergenza, sarà salatissimo. E il bello, si sussurra nei corridoi del palazzo di giustizia e delle Asl deve ancora venire perché i faldoni sono tanti, gli esposti non si contano e c’è anche una vecchia volpe, al secolo l’ex pm Antonio Rinaudo che ha già stanato almeno tre furbastri degli appalti, segnalando i fatti alla task force della Procura. Insomma non è finità perché l’emergenza resta, e dopo le mascherine ci sono i nuovi banchi di scuola, la multimedialità e la grande riforma della sanità. Come sempre, quando molti piangono, i lupi se la ridono.

fossati@cronacaqui.it

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