Albe e tramonti

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La speranza viene da noi giovani, come osate? Avete rubato la mia infanzia e i miei sogni con le vostre parole vuote. Le persone stanno soffrendo, le persone stanno morendo, interi ecosistemi stanno crollando”. Queste le parole con cui Greta dall’Onu ha rovesciato sull’Occidente (in Asia non se la filano) il suo implacabile j’accuse ecologico. È la green economy che si fa largo a gomitate. Che ci infligge in ogni Tg servizi angoscianti sui ghiacciai che si ritirano per il global warming, dando per scontato che esso sia causato dall’uomo, e per ciò contenibile con la riduzione delle emissioni di CO2. Queste sì che son parole vuote, Greta. Lo sai bene che sull’argomento gli stessi scienziati non sono concordi. Ma udendo queste tue parole le persone semplici, soprattutto gli anziani, si spaventano. Vivono male, minati dai complessi di colpa. Passano gli ultimi anni, mesi, ore di vita (così preziosi per loro e i loro cari) in uno stato di perenne angoscia, e questo sì che fa male. È dimostrato dalla scienza medica: l’ansia fa ammalare. Tu ci stai uccidendo, Greta. E poi la speranza non viene da voi giovani. La speranza è la vita in sé, e tu che ne hai tanta davanti rovini a noi il poco che ce ne resta. Come osi? Come osi farlo proprio tu, borghesuccia viziata che vivrai molto più a lungo dei tuoi avi grazie al sistema capitalista che disprezzi? Le persone stanno soffrendo? Sì, le fai soffrire tu coi tuoi allarmi isterici e infondati. Le persone stanno morendo? Sì, ma sempre più tardi e sempre meno povere. Gli ecosistemi stanno crollando? È sempre successo, e ai crollati se ne sostituiscono di nuovi. Non ti perdoneremo mai, Greta, di aver rovinato i nostri tramonti.

collino@cronacaqui.it

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