FALCHERA

Basilico, broccoli, cavolfiori nella prima serra idroponica

Progetto sperimentale, il primo e l’unico in Torino: «Si coltiva nell’acqua»

La nuova vita dei laghetti Falchera parte anche dagli orti e dall’agricoltura sostenibile. Sì perché è al fondo di via degli Ulivi che è nata ormai quattro mesi fa la prima serra idroponica della città. Un progetto sperimentale, attivo da giugno e finanziato da AxTo. Ci lavorano i cittadini del quartiere assieme al comitato per lo Sviluppo della Falchera, grazie anche al bagaglio di conoscenze dell’ingegner Carlo Prelli. Qual è la novità? Si coltiva in acqua e non sulla terra. E poi, a seconda delle stagioni, si possono coltivare cavoli, cavolfiori, broccoli piuttosto che basilico o altre piante aromatiche.

«L’idea – spiega Mimmo Raso, residente ed ex consigliere -, è ampliare il progetto, creare una certificazione sui prodotti. Trasformare una sperimentazione (ancora non molto sviluppata) in una cooperativa, creando magari posti di lavoro». Un progetto unico nel suo genere, come hanno ribadito la coordinatrice all’Ambiente della Sei, Valentina Ciappina, e la presidente della Circoscrizione 6, Carlotta Salerno.

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