La palla al piede

Confesso che quando, tanti anni fa, comprai il mio primo cellulare non immaginavo né quanto si sarebbe evoluta la tecnologia di questi apparecchi né quanto saremmo diventati tutti dipendenti da questa appendice. Si calcola che in Italia siano 45 milioni gli over 13 che possiedono un telefonino. E da decenni si discute se questi apparecchi facciano male alla salute. Ora il danno viene sancito da un giudice, un danno fisico.

Viene da chiedersi quando verrà stabilito magari anche un danno “sociale”, dovuto all’uso eccessivo e alla vera e propria dipendenza. La paura di non essere raggiungibili, d’altra parte, è già stata battezzata come una malattia, si chiama nomofobia. Pare colpisca più i giovani dei supermanager che dovrebbero essere sempre connessi. D’altra parte, un tempo i cellulari per uso lavorativo li faceva solo la BlackBerry, il cui nome rievoca il modo in cui veniva chiamata la palla al piede dei galeotti.

Ecco, una volta era una sofferenza, una spiacevole incombenza (che serviva a giustificare lo status symbol), oggi è diventato l’elemento minimo per non essere dei paria o scomparire dalla scena sociale. Il problema è che davvero, inutile essere ipocriti, non sappiamo farne a meno. Anche se sappiamo che può danneggiarci, anche se siamo consapevoli di portarci dietro una “scatola nera” di tutta la nostra vita, che non ci lascia alcuna possibilità di nascondere alcunché. Finiremo per trovare sugli smartphone la stessa scritta che c’è sulle sigarette?

Twitter @AMonticone

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