La stupida burocrazia

Se volete un esempio di burocrazia stupida, leggetevi l’articolo pubblicato a pagina tre che, in sintesi vi racconta come da febbraio ad oggi la centrale del nuovo numero per le emergenze (il 112) non sia riuscita a selezionare otto lavoratori disabili per ricoprire altrettanti posti da operatore. E non perchè manchino i candidati ma semplicemente perchè questi sono dispersi in un interminabile elenco con oltre 15mila soggetti che si sono iscritti anche più di una decina di anni fa.

Un po’ come cercare un ago in un pagliaio, visto che la legge che regola le cosiddette categorie protette vieta assunzioni dirette o almeno dietro concorso. Unica strada è scorrere l’elenco e contattarli uno ad uno. Con l’imbarazzo che voi immaginerete chiedendo lumi su patologie, menomazioni o malattie ereditarie. La stupidità della burocrazia in fondo è tutta qui, di un legislatore che accomuna migliaia di storie e vicende diverse sotto un’unica etichetta: disabile.

Come dire che chi ha perso la vista ha le stesse necessità e può assolvere agli stessi compiti di un paraplegico o di un sordo. Il risultato è che di quegli operatori non se ne è trovato neppure uno e che beffardamente è stato contattato un audioleso per offrirgli un posto da centralinista. La domanda è che fare quando si precipita in questa confusione. Come modificare la legge, e magari iniziare ad indire dei concorsi che permettano di valorizzare le qualità dei singoli. Al momento pare proprio che la burocrazia sia più forte del buonsenso. Morale, al centralino di disabili non c’è nessuno.

beppe fossati

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