Le fughe d’estate

Le corde realizzate con lenzuola intrecciate hanno un che di romantico, perché rimandano all’idea di clamorose evasioni da romanzo o da film degli anni passati. Invece siamo in piena attualità.

L’evasione dal centro di corso Brunelleschi è stata sventata, ma altrove i tentativi sono andati a buon fine con gli stessi mezzi. E di ricercati in tutto il Paese quest’anno dobbiamo  ammettere di averne parecchi…

È stato ripreso Johnny lo Zingaro, fuggiasco per amore che adesso chiede persino la grazia. In compenso resta ancora in circolazione la nomade che alla guida di un camper ha falciato e ucciso un po- ver’uomo in scooter.

Ha preso il largo da una sezione a sorveglianza attenuata, in pieno giorno, con una facilità disarmante.

Così come è stata facile la fuga dei due giovani reclusi al Ferrante Aporti, omaggiati di per- messi premio per motivi famigliari o di shopping.

È una parte del meccanismo giudiziario dove qualcosa è chiaramente inceppato. E il fatto che i medesimi meccanismi si manifestino in una struttura come quella di corso Brunelleschi, orrido ibrido giudiziario che sopravvive a leggi e riforme, non lascia per niente tranquilli.

Soprattutto perché dietro quelle mura non ci sono soltanto criminali comuni in attesa di espulsione, ma anche fondamentalisti e personaggi ben più pericolosi. La riforma carceraria (di cui il Cpr o ex Cie deve essere parte) prima o poi troverà spazio nelle agende dei nostri impegnatissimi parlamentari?

Twitter @AMonticone

loop-single