L’identikit dell’assassino

Ammesso che tutto sia vero, abbiamo un assassino che gira libero da 48 anni e qualche mese. L’uomo che la notte del 18 giugno 1969 ha seviziato e ucciso Martine Beauregard, bella e disponibile, squillo per amore e forse per curiosità, attratta da uomini facoltosi e purtroppo pieni di vizi.

Un omicidio maturato di sicuro in una casa di lusso, tra alcol e follie a sfondo sessuale. Un’orgia, probabilmente nella quale qualcuno è andato troppo oltre. E gli altri hanno taciuto. Complici nell’omicidio e nel tentativo di occultare il cadavere, abbandonato lungo una strada di provincia.

Una storia, quella di Martine, che pareva sepolta nelle cronache degli anni 70 e 80, assieme ai nomi e alle immagini in bianco e nero del suo amante e protettore Ugo Goano e di un giovanotto tutto alcol e belle donne, al secolo Carlo Campagna, meglio conosciuto nell’ambiente festaiolo come Charlie Champagne.

Figuranti che in qualche modo hanno coperto il vero artefice di questa tragedia. Di lui abbiamo una sorta di identikit: un bel giovanotto allora, quando era poco più che trentenne, nota impresa di costruzioni di famiglia alle spalle, grandi disponibilità di denaro, auto di lusso e belle donne. Un tipo a cui era difficile resistere, vizi compresi.

Secondo le testimonianze raccolte dopo quella notte il playboy sarebbe letteralmente scomparso da Torino, direzione Sud America. E qui avrebbe fatto ulteriormente fortuna, dispensando probabilmente favori agli amici e complici. Manca il nome, che tuttavia è noto alla polizia. Dimenticavo un particolare: tornato in Italia vive in una bella, anzi bellissima villa nei dintorni di Torino, e gira ancora con la Ferrari. Sfacciatamente libero.

fossati@cronacaqui.it

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