La scatoletta ansiogena

Torino avvolta dalla cappa di smog

Dicono che l’aria italiana è tra le più inquinate d’Europa, poi senti dire alla radio che l’aria in casa è peggio di quella fuori. Vorranno mica venderci un domani l’aria pura in bombole come hanno fatto con l’acqua? Una startup pisana, la Nuvap, ha costruito per analizzare l’inquinamento domestico una scatola di plastica che si prenota in farmacia, al costo di 200 euro. Arriva, la piazzi sul comò per una settimana, lei registra tutto e poi passa un corriere che la riporta a Pisa per le analisi.

Così saprai la radioattività, l’inquinamento elettromagnetico, quello acustico, la quantità e l’intensità delle rete wi-fi, la presenza di polveri sottili, quella del gas metano e del radon, la qualità dell’aria e dell’acqua (la provetta è inclusa), la quantità di monossido di carbonio, di anidride carbonica, di formaldeide e l’umidità che affliggono la tua tana. Sulla reale pericolosità di quei dati, però, cala la nebbia. Le opinioni sono molte e differenti, come succede per i cibi. Avete presente quando un giorno ti dicono “non mangiare questo” e il giorno dopo ti dicono il contrario?

Sempre in Tv, sempre alla presenza di saccenti guru ‘nutrizionisti’ (che litigano fra loro come galline) e tronfi professoroni (idem). L’unica cosa sicura che ottengono, quei signori, è di farci mangiare e respirare fra mille dubbi e magoni. Non lasciate loro questo potere. Io ignoro se il mio letto è orientato secondo le teorie orientali del Feng Shui, non voglio sapere quanto radon ho in casa, sopporto umidità e spifferi in cambio di una bella casa antica immersa nel verde, e fumo la pipa. Se la scatoletta la annusa, scoppia.

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