Liberate i cretini

La Costituzione vietò la “riorganizzazione del Partito Fascista”. La Legge Scelba del 1952 vi aggiunse il reato di apologia del Fascismo. Non contenti, i compagni vollero anche la legge Mancino del 1993, che condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia fascista. Ma non bastava ancora.

Del 2016 è la legge che prevede fino a 6 anni di carcere per “negazionismo”. Del 2017 la “legge antipaccottiglia” di Fiano che condanna vendita ed esposizione di oggetti legati al nazifascismo. Ma sotto tiro non ci sono solo i camerati. In aprile l’Umbria ha approvato una legge regionale contro le discriminazioni gay. A quando le leggi contro le opinioni sessiste, antivacciniste, creazioniste, terrapiattiste?

I radical chic hanno reintrodotto un reato punito solo dalle dittature: quello di opinione. Siamo schiavi del pensiero omologato, e chi se ne distacca è criminalizzato. L’opinione pubblica, aizzata dai media, mette sotto processo ogni persona, opera d’arte, spettacolo, réclame, vignetta che evochi anche lontanamente pensieri politicamente scorretti verso le donne, i disabili, gli immigrati, i rom, gli animali…

Abbiamo paura di essere fraintesi, di essere accusati di molestie se facciamo un complimento a una donna, o di pedofilia se facciamo una carezza a un bambino. Brutto mondo, quello basato sul terrore dei malintesi e sulle paranoie, in cui persino il cretino deve rispettare norme prefissate.

Come dice Renato de Rosa “lasciateci la libertà di essere cretini a modo nostro, e se siamo omofobi, sessisti, terrapiattisti, cretini, sia il buon senso di chi ci circonda a emarginarci, non una tetra e oppressiva legge”.

collino@cronacaqui.it

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