Mi dia del lui

A Bagheria devono rifare una notifica penale perché il condannato Angelo, nelle more del processo, è diventato Barbara per l’anagrafe.

Anche la burocrazia si è adeguata. Vediamo di raccapezzarci nel “mondo LGBT”, che significa “Lesbiche Gay Bisex Trans”. In pratica i non eterosessuali.

Una volta si diceva “quelli dell’altra sponda”, ma oggi bisogna precisare. Dunque: sul letto, a parte i bisex (i più furbetti, che si fanno piacere entrambi i sessi così non vanno mai in bianco), quelli che amano fare ginnastica da pajon solo con persone del loro sesso sono omosex, gay se maschi e lesbiche se donne.

Divisi in due sottospecie: transex e transgender. Chi cerca di approdare anche fisicamente al sesso opposto (con cure ormonali, operazioni chirurgiche, trucco e abbigliamento) è transex.

Chi invece adatta il corpo alla psiche e si comporta come il sesso opposto lasciando inalterato il fisico e l’abbigliamento, è transgender. Poi ci sono quelli “a metà strada”: i clienti dei trans. Come mai i trans hanno successo nel prostituirsi solo se hanno il walter? Perché il cliente lo vuole “usare”, ma ha bisogno che tutto il resto (aspetto, voce, mimica) sia femminile per farsi un alibi psichico. Per non sentirsi gay. Della serie “mi sodomizza, godo, ma è una donna, quindi è tutto Ok, sono etero”.

In pratica costui, dato che cerca il walter, è una femmina, ma siccome lo vuole circondato da un corpo di donna, secondo il principio matematico per cui due negazioni affermano, è anche lesbico. Un casino, in ogni accezione del termine. Capite perché fra matematica, chirurgia e laperie varie, il vecchio gioco serpente-mela mi sembra rassicurante?

collino@cronacaqui.it

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