Tiro al piratello

Novità sul filone delle vacanze strane. Sul web ce n’è per tutti i gusti, dal turismo pedofilo al trekking estremo, dal soggiorno in hotel scavati nel ghiaccio all’arruolamento momentaneo in sperdute guerriglie dove ufficiali corrotti vendono ai sadici il brivido di sparare su bersagli umani. Ce n’è anche per i masochisti. A Vorkutà, in Siberia, hanno trasformato un ex-gulag in villaggio vacanze. L’analogia non si limita alle strutture, ma si estende alla vita quotidiana: sveglia alle 5, adunata, appello e conta all’aperto, con ogni tempo, perquisizioni, lunghe marce in fila indiana per e da posti di lavoro infami, 10 ore di lavoro con in pancia solo due zuppe di cavoli, e 500 gr. di pane nero, fra pranzo e cena. Doccia (collettiva) ogni 15 giorni. L’unica differenza coi gulag veri è che se non ce la fai te ne puoi andare. Ma l’ultima trovata viene da Dubai. La Seahunters SLLC vende crociere a bordo di navi “fintoturistiche” dove si può affittare l’armamento (il pacchetto “follia mercenaria” comprende bazooka, 2 fucili e pistola) poi si salpa sperando in un assalto di pirati, laggiù frequentissimo. Al primo colpo dei bucanieri, fuoco a volontà. Amnesty protesta, ma a Dubai ribattono che così facendo si scoraggiano i pirati e quindi si salvano vite umane da futuri assalti veri. Secondo me non funziona. I pirati non sono fessi, e sanno della trappola come lo so io. Gli basterà una sbirciata col cannocchiale, da lontano, per vedere le armi dei milionari eccitati spuntare dalla barca-esca. Immediato dietrofront in cerca di prede vere, e ai ricconi non resterà che sparare ai gabbiani. Così protesterà il WWF.

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