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Cairo a gamba tesa sui social: «Vendere? Ve ne pentireste»

Il presidente risponde ai tifosi su Instagram: «Senza di me, 7 anni su 10 in B»

Cairo (Depositphotos)

Non era servita nemmeno la settimana perfetta, fatta di tre vittorie contro Roma, Genoa (Coppa Italia) e Bologna, per riavvicinare la tifoseria alla squadra. E ora, dopo lo scivolone a Reggio Emilia contro il Sassuolo, l’umore della piazza è nuovamente nero. La contestazione, in attesa di misurare il clima sabato sera contro l’Atalanta al “Grande Torino”, si è spostata sui social: nel mirino il presidente Urbano Cairo, che sotto una foto d’archivio insieme ai figli Federico e Sebastiano ha ricevuto tantissimi messaggi. E la maggior parte avevano toni non proprio amichevoli, tra le ennesime richieste a passare il testimone della presidenza e l’accesa contestazione sul caso dei Daspo in curva Primavera. Ma il numero uno di via Arcivescovado ha preferito rispondere ed è andato in scena un faccia a faccia via social con dichiarazioni importanti.

«VENDERE? VE NE PENTIRESTE»
In attesa delle prime parole ufficiali del 2020, visto che Cairo non è ancora stato intercettato in questo inizio di anno nuovo, ecco quelle su Instagram. «Bella famiglia e grande imprenditore, ma, per favore, venda il Toro… Glielo chiede uno che è sempre stato dalla sua parte», il pensiero di un tifoso, questa la pronta risposta dell’editore: «Guarda che poi ti pentiresti. Quando arrivai il Toro in 10 anni ne aveva fatti 7 in B. L’anno scorso invece siamo arrivati settimi» i numeri portati dall’editore alessandrino, che ricorda le stagioni tra il 1996/1997 e il 2005/2006, la prima del suo insediamento. C’è anche chi critica i risultati ottenuti da Belotti e compagni, tra un obiettivo Europa sempre sfumato (se non guadagnato, per due volte, grazie ai guai di Parma e Milan) e un salto di qualità sempre fallito, il presidente granata la vede così: «Credevate in me? Eravamo appena tornati in A ed ero stato giustamente contestato. L’anno scorso invece siamo arrivati settimi che non è niente male considerando che chi è arrivato prima fattura 2-3-4-5 volte noi. Ad eccezione dell’Atalanta». Ma evidentemente, alla piazza non basta.

CASO PRIMAVERA
Oltre ai risultati sul campo, c’è anche una gestione dello stadio che non convince il popolo granata: in primis, il caso Primavera, con il gruppo dei Torino Hooligans daspati per i fatti di violenza avvenuti durante le sfide interne contro Napoli e Inter e la folta presenza di tifosi avversari in un settore per famiglie del Toro. «Ma io non centro niente – la pronta replica di Cairo – e ho sempre accettato le critiche, mai avrei voluto che un tifoso del Toro fosse daspato». E se il Grande Torino ha ampi spazi vuoti durante le partite casalinghe, anche su questo il presidente ha una spiegazione: «Il Delle Alpi era uno stadio da 60mila posti con 15mila posti in Curva Maratona. Il Grande Torino ha 6mila posti in Maratona: questa è la spiegazione del calo di affluenza». Infine, una promessa a chi lo accusa di aver mortificato le speranze dei tifosi: «Posso sempre rimediare. Ora le cose sono molto cambiate, l’anno scorso siamo arrivati settimi».

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