Tra sprint finale e grandi progetti

Cairo: “No alla Superlega, sì al modello Premier. Europa? Giochiamo alla grande le ultime due gare”

Il presidente del Torino agli Awords della Lega di serie A: "Il calcio italiano deve aumentare i ricavi e distribuirli meglio"

Urbano Cairo

Il messaggio è chiaro, ma per Urbano Cairo è sempre meglio ribadirlo: “C’è bisogno di una nuova ripartizione delle risorse, di ricavi più consistenti e bisogna puntare di più sui vivai”. Il presidente del Torino, nel corso degli Awords della Lega di serie A, spiega quali sono i fattori che rallentano la risalita del calcio italiano.

“Prendiamo la Premier: la squadra che incassa meno dai diritti televisivi prende comunque 120 milioni di euro, mentre la prima che è il Manchester City ne prende 190: la proporzione è di 1 a 1,6. In Italia la prima incassa 100 milioni e l’ultima 30: il rapporto è superiore rispetto a 1 a 3. Ma il problema – aggiunge Cairo – è che se in un giallo si conosce già l’assassino, non c’è suspence”.

Il riferimento al dominio della Juve è chiaro, così come è chiaro il no fermo al progetto Superlega: “Quasi tutti i club europei ne hanno preso coscienza, non può esserci un dottor Stranamore che studi a tavolino contro gli interessi della stragrande maggioranza degli stessi club”. Quindi sul finale di campionato e la volata europea del Toro: “Ci sono due partite e tutto è possibile, proveremo a giocarle al meglio delle nostre possibilità”.

 

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