IL FATTO

Caso di legionella nel carcere di Ivrea: detenuto ricoverato in gravi condizioni

L’uomo, un 50enne, è ricoverato in rianimazione. L’Asl sta effettuando verifiche nel penitenziario per risalire all'origine dell'infezione

Caso di legionella in carcere a Ivrea: detenuto ricoverato in rianimazione (depositphotos).

Caso di legionella nel carcere di Ivrea. Un detenuto è stato ricoverato d’urgenza nel reparto di rianimazione dell’ospedale cittadino dopo aver contratto l’infezione e versa ora in gravi condizioni. Secondo le prime notizie, si tratta di un 50enne, detenuto al primo piano della casa circondariale eporediese, probabilmente già alle prese con problemi di salute. Circostanza, questa, che lo avrebbe predisposto alla malattia.

ASL TO4 AL LAVORO
Il servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asl To4 si è immediatamente messo al lavoro effettuando alcuni accertamenti nel penitenziario per risalire all’origine di un’infezione che si trasmette per via respiratoria, mediante inalazione e aspirazione.

CONTROLLI IN CARCERE
Per questo motivo, in carcere a Ivrea, è subito scattata una serie di controlli sugli impianti di trattamento dell’aria e di ricircolarizzazione delle acque. A quanto pare l’uomo ha avvertito i primi problemi alle vie respiratorie. Sottoposto alle prima analisi nell’infermeria della carcere, visto l’aggravarsi delle sue condizioni di salute è stato trasferito d’urgenza nel nosocomio di Ivrea.

OSAPP: “FARE LUCE SUL CASO”
Occorre “fare luce al più presto sulle cause del caso di legionella. Ne va anche della incolumità della salute dei nostri agenti di polizia penitenziaria” ha commentato Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp. “La sicurezza dei luoghi di lavoro – ha aggiunto – è una priorità dalla quale non si può prescindere, a tutela di tutti. Sia del personale di polizia penitenziaria e del personale del comparto funzioni centrali, sia della popolazione detenuta”.

LA SEGNALAZIONE DEL SINDACATO
“Da più di un anno, l’Osapp aveva segnalato la necessità di controlli a causa del fatiscente stato dell’istituto penitenziario, tanto da suggerirne la chiusura per intervenire con i necessari lavori di messa in sicurezza” ha concluso il sindacalista.

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