Cassandre e corvacci

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Eppure lo dice l’Eurostat, da Bruxelles: negli ultimi 30 anni l’aria è decisamente migliorata. L’ossido di zolfo, legato all’uso di carbone, nafta e gasolio, è diminuito addirittura del 90%. Gli ossidi di azoto, sottoprodotto di ogni combustione che avvenga nell’aria (stufe, camini, caldaie, forni) sono calati del 60%.

Idem per tutti i composti organici volatili diversi dal metano. Del 50%, sono calate le polveri sottili (PM2,5), quelle che ci obbligano a fermare le auto in questi giorni. L’ammoniaca (NH3), che deriva quasi totalmente dai reflui zootecnici, è calata del 10%. Dunque si respira meglio del 1990. E già allora si respirava meglio del 1950, quando circolavano pochissime auto.

Ennesima prova che le auto sono corresponsabili dell’inquinamento in percentuale talmente minima che bloccarle in questi giorni non ha fatto calare il livello delle micropolveri. Lo dicono gli esperti, lo dice il Cnr. Ma i comuni, tetragoni, insistono. E poi perché straparlare, come fanno le Cassandre ambientaliste, di morti anticipate da micropolveri? Mica abbiamo una scadenza!

E anche accettando come scadenza ipotetica la speranza statistica di vita, sono tanti i fattori che possono anticiparla: errata alimentazione, abuso di medicinali, sedentarietà, stress, dispiaceri… Perché solo le micropolveri?

A questa stregua parlerei di morti anticipate per stress da auto ferma, per insonnia da allarmismo meteorologico ingigantito, per cardiopatia da ansia ecologica gonfiata, per avvelenamento chimico da ipocondria indotta, per depressione da sensi di colpa inoculati… Soprattutto per sferociclosi (giramento di… cabbasisi). Ci avete stufato, maledetti corvacci.

collino@cronacaqui.it

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