LA BIBBIA PERDUTA

C’è anche l’ombra di Dracula in un thriller alla Dan Brown

Il monumentale intrigo della Transilvania agli Usa di Igor Bergler

C’è del marcio… in Transilvania, a Praga, negli Stati Uniti, nel mondo intero! Lo sa bene – o perlomeno lo scoprirà suo malgrado e a sue spese – Charles Baker, accademico di successo, autore di saggi best-seller, uomo di mondo e di charme, fanatico collezionista e fobico dei rettili, protagonista di “La bibbia perduta” (Baldini+Castoldi, 22,50 euro) di Igor Bergler.

Marcia è la sete di potere che guida gli esseri umani (o la maggior parte di loro) dall’alba dei tempi, marci sono la società, i rapporti di convenienza, i giochi di mercato e marci sono i mezzi con i quali ottenere ulteriore prestigio, controllo delle masse e del pensiero. Una rete sotterranea di uomini influenti e insospettabili, infatti, tira i fili del pianeta da generazioni, trasmettendosi segreti e missioni, ricchezze e parole in codice, adattandosi, talvolta con fatica, agli stravolgimenti, alle rivoluzioni, ai ritrovati della tecnologia… trasformandoli anzi in punti di forza e in opportunità per stringere i cappi e rinforzare le manette che limitano il libero arbitrio dei singoli. E questa rete oggi sta tremando, attaccata da più fronti: qualcuno sta eliminando i membri del Consiglio uno alla volta e un nemico di pergamena e inchiostro si affaccia direttamente dal XV secolo, con il suo carico di minacce e distruzione. Ma questo Baker lo scoprirà a poco a poco, e forse non dovrei rivelarvi oltre.

Poniamoci invece dal punto di vista del nostro protagonista: abituato agli allori in ogni campo, a viaggiare senza fermarsi mai, alla continua avventura che lo vede sempre vincitore (e con un nuovo manoscritto da dare alle stampe), si ritrova all’improvviso vittima e pedina di un gioco che non comprende. Qualcuno lo sta sfidando, mettendo alla prova, qualcun altro sta tentando di incolparlo di una serie di delitti “vampireschi” e di minare la sua credibilità, qualcun altro ancora, pur con metodi poco ortodossi, si sta forse rivelando un alleato, mentre un’ombra mostruosa sfodera gli artigli, scopre i denti e si espande, velando di un’oscurità inquietante le scene del crimine.

Ma la domanda è: chi? Chi sono gli amici e chi gli avversari? Di chi fidarsi? Dell’istinto, di un distintivo, dell’attrazione? Charles si guarda le spalle, fa un passo alla volta (e a volte un passo falso) e comprende che tutto ruota attorno a tre elementi: la prima Bibbia stampata con i caratteri mobili, Gutenberg e Vlad Tepes III l’Impalatore. Se tra i primi due la connessione è immediata – fu il tedesco stesso a introdurre il metodo per “moltiplicare” i libri in tempi rapidi – non così immediato è il legame con Dracula, forse troppo impegnato nelle discussioni con i turchi e i boiardi per dedicarsi alla lettura e troppo dannato per accostarsi a un testo sacro. Per non parlare del disegno di un “diavolo in mutande”, delle citazioni di Kafka e dei messaggi cifrati che portano il nostro professore dalla Romania a Praga, da Londra a Washington e Bologna… Insomma, stare un attimo tranquilli è impossibile, e lo stesso capita al lettore, “sballottato” in giro per il mondo in compagnia di Charles e della misteriosa e affascinante Christa, bombardato di informazioni, nozioni di storia, folklore e narratologia, coinvolto nella risoluzione di innumerevoli enigmi e nel tentativo di ristabilire l’ordine mondiale o di fondarne uno nuovo, più pulito e sincero.

Il romanzo di Igor Bergler solo all’apparenza è un corposo thriller mainstream. L’autore si propone di essere un moderno cucitore di canti, un novello (e scanzonato) Omero che fonde citazioni letterarie e cinematografiche, generi e canoni, topoi, scene tipiche e ingredienti collaudati per creare qualcosa di nuovo, proprio per la sua natura di contenitore e di ponte. Un calderone che accontenta lettori differenti, dai nostalgici di Dan Brown ai cinefili, dagli appassionati di lingue antiche ai viaggiatori, dai divoratori di “thrilleroni” a chi cerca nuove sfumature nella figura tormentata del buon vecchio Vlad, diavolo e santo, eroe nazionale e incubo, uomo e vampiro (almeno da Bram Stoker in poi)… sicuramente immortale.

Thrillernord.it

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