VIA GERMAGNANO

Comitati contro i roghi dei rom. «Ridateci il presidio di polizia»

Cittadini pronti a organizzare nuove proteste: «L’allarme è tornato»

I comitati del quartiere Rebaudengo tornano alla carica contro il problema incendi all’interno della baraccopoli di via Germagnano. All’ingresso del campo regolare, infatti, un cittadino ha fotografato una delle tante distese di immondizia che puntualmente vengono date alle fiamme dagli abitanti del campo. Masserizie accumulate che poi qualcuno, di notte ma ultimamente anche di giorno, troverà il modo per smaltire. «Il nostro quartiere – protesta Valter Cangelli, a nome dei residenti della zona – in questi ultimi anni ha assimilato diossina da incenerimento di rifiuti proveniente dai campi rom di via Germagnano e ancor prima dai campi rom di Lungo Stura Lazio. E sinceramente non ne possiamo più».

Per questo motivo il gruppo spontaneo ha intenzione di organizzare nuovi presidi di protesta, con tanto di distribuzione di volantini ai passanti. La grana incendi, almeno a giudicare dai continui fumi che si alzano dal campo, è tornata prepotentemente in auge. «In attesa del totale superamento dei campi rom – continuano le famiglie del Rebaudengo – chiediamo che vengano controllati in maniera più drastica il riciclaggio e gli incendi dei rifiuti che si verificano all’interno del campo rom. E che si trovi il modo per punire gli autori di questi incendi dolosi». Ma la richiesta più significativa è quella di un ritorno del presidio h 24 delle forze dell’ordine, sparito dopo lo spostamento causa sgombero dell’ex Moi. In via Germagnano, infatti, sono rimasti i soli militari ma i risultati faticano a vedersi.

«Ormai – continua Cangelli – riteniamo sia più significativo esonerarli dal servizio. Sperando che, prima o poi, vengano date risposte ai cittadini che pretendono un incontro con le istituzioni». Sebbene la situazione non sia più la stessa di tre o quattro anni fa, la grana incendi non può certo dirsi risolta del tutto.

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