Operazione "Chiamata alle Armi"

Concorsi truccati per spartirsi le cattedre: arrestati 7 docenti universitari, 59 gli indagati. Ci sono anche due prof torinesi

L'inchiesta nazionale della Guardia di Finanza è partita dopo la denuncia di un ricercatore a Firenze. Coinvolto anche l'ex ministro Fantozzi

Concorsi truccati: indagati 59 docenti universitari. Tra loro anche due prof torinesi

Sette docenti universitari sono stati arrestati per reati corruttivi dalla Guardia di Finanza di Firenze, nell’ambito di un’inchiesta su “Concorsi truccati“. Le misure sono scattate a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, disposta dal gip su richiesta dei pm fiorentini Luca Turco e Paolo Barlucchi. Altri 22 prof sono stati colpiti dalla misura dell’interdizione dalle funzioni di professore universitario e da quelle connesse ad ogni altro incarico accademico per la durata di 12 mesi.

I SETTE PROFESSORI ARRESTATI
I sette arrestati sono tutti titolari di cattedre in vari atenei italiani: G.F., tributarista a Firenze e che insegna a Lecce; A.G. dell’università di Siena; G.C. dell’università di Cassino; A.D. dell’università di Bologna; V. F. docente a Sassari; F. A. dell’università di Napoli e G. Z. professore all’università di Varese

MESSI IN CAMPO PIU’ DI 500 UOMINI
Più di 150 sono state le perquisizioni domiciliari eseguite presso uffici pubblici, abitazioni private e studi professionali dei docenti coinvolti. L’operazione, eseguita dalla guardia di finanza di Firenze, che ha messo in campo oltre 500 “baschi verdi”, ha riguardato tutto il territorio nazionale.

TRA GLI INDAGATI ANCHE DUE DOCENTI TORINESI
Gli indagati sono complessivamente 59. Tra loro ci sono anche due professori torinesi. Uno insegna a Giurisprudenza, l’altro a Economia e Management. Proprio in queste ore i “baschi verdi” di Torino stanno perquisendo le abitazioni e gli uffici in ateneo dei due docenti.

SPUNTA ANCHE IL NOME DELL’EX MINISTRO FANTOZZI
Nel folto elenco di indagati figura anche l’ex ministro Augusto Fantozzi. Quest’ultimo – che non risulta tra i destinatari di custodia cautelare – è stato professore ordinario di diritto tributario ed ha guidato negli anni Novanta i Ministeri delle Finanze e della Programmazione economica (1995-1996, governo Dini) e il Ministero del Commercio internazionale (1996-1998, primo governo Prodi).

LE “PRESSIONI” SUL RICERCATORE FIORENTINO
L’operazione delle Fiamme Gialle, denominata “Chiamata alle Armi“, ha preso le mosse dal tentativo di alcuni professori con studi professionali a Firenze di indurre un ricercatore universitario dell’ateneo fiorentino, candidato al concorso per l’abilitazione scientifica nazionale all’insegnamento nel settore del diritto tributario, a ritirare la propria domanda.

LA RIBELLIONE DEL RICERCATORE FA SCATTARE L’INCHIESTA
Le pressioni dei docenti universitari sul ricercatore avevano l’obiettivo, come hanno spiegato gli investigatori delle Fiamme Gialle, “di favorire un terzo soggetto in possesso di un profilo curriculare notevolmente inferiore, promettendogli che si sarebbero adoperati con la competente commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata”. Ma il ricercatore si è ribellato a questo comportamento corruttivo e ha denunciato il fatto facendo partire l’inchiesta coordinata dalla Procura di Firenze.

SCOPERTA VASTA RETE DI CONNIVENZE
Le indagini hanno permesso di scoprire una vasta rete di connivenze e corruttele nell’ambito dei docenti di diritto tributario di diverse università italiane. E sono finiti sotto inchiesta due tornate del concorso per l’abilitazione scientifica nazionale all’insegnamento nel settore del diritto tributario, quella del 2012 e in particolare quella del 2013, con il caso relativo alla denuncia.

GLI INQUIRENTI PARLANO DI SISTEMATICI “ACCORDI CORRUTTIVI”
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare “sistematici accordi corruttivi tra numerosi professori di diritto tributario”, alcuni dei quali rivestono anche la carica di pubblici ufficiali in quanto componenti di diverse commissioni nazionali (nominate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).

LE PROCEDURE ALTERATE DAI DOCENTI
I professori indagati sono accusati di aver alterato le procedure di abilitazione scientifica nazionale all’insegnamento nel settore scientifico del diritto tributario. Abilitazioni, hanno scoperto gli inquirenti, che i professori indagati volevano concedere “secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici bensì orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi”, come hanno spiegato gli investigatori.

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