Cose belle, finalmente

foto di repertorio (Depositphotos)

Qualche lampadina si accende in questa nostra Torino che ha il fiato grosso per tante magagne. E la più splendente è forse il Principi di Piemonte che dopo 15 mesi di ponteggi e minuziose ristrutturazioni riapre i battenti con l’allure preziosa di un Cinque Stelle fiero del proprio blasone. Ci fa bene ritrovare questo palazzone che spia il passeggio di via Roma, nobile e un po’ defilato. Ci sarà di nuovo quel bar che ha visto brindare l’Avvocato, Madonna e più di un Presidente della Repubblica. Torino potrà tornare a vantarsi di una suite principesca (com’è naturale) e di una spa che avrà il pregio di essere a disposizione dei torinesi. Un albergo moderno, anche nel pensiero di chi lo dirige e che lo vuole “aperto alla città”. Un bel cioccolatino per i nostri palati abituati a un perenne tocco d’amaro, anche per quell’idea un po’ balzana di voler isolare il centro con un balzello d’ingresso, quasi si volesse sconsigliare ai più l’ingresso nel salotto proibito. E anche un segno di rinascita, dopo la chiusura inaspettata di negozi storici (Olympic, per tutti) e di marchi prestigiosi che ora si riaccendono grazie a imprenditori che hanno compreso le enormi potenzialità di Torino. E non hanno esitato ad investire. Parliamo di Biraghi (ex F.lli Paissa) di piazza San Carlo, che dopo una lunga ristrutturazione riaprirà al pubblico il 26 ottobre, di Pescaria che sta trasformando via Accademia delle Scienze nel punto di incontro per gli amanti del mare. E infine la pasticceria di Iginio Massari in piazza Cln ormai pronta per accalappiare i palati più raffinati in materia di dolci prestigiosi. Senza voler fare i ciceroni in una guida turistica meriterebbe tanto altro ancora, c’è da rallegrarsi. Forse anche perché il mattone, dopo una lunga, triste vigilia che dura da quasi dieci anni, sta risvegliandosi. E non solo in centro.

fossati@cronacaqui.it

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